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Dna

Un gene «tossico»:
nuovo alleato
contro il cancro

Modificare un gene e renderlo tossico per combattere il cancro. È la novità che arriva dai laboratori dell`Università di Rochester, dove un gruppo di scienziati ha progettato un “gene tossico”  in grado di innescare l`autodistruzione delle cellule tumorali, preservando le cellule sane. Una scoperta, spiegano gli scienziati, che potrebbe aiutare ad affrontare la sfida principale nella lotta contro il cancro: combattere in modo mirato ed efficace la proliferazione delle cellule tumorali.
Gli scienziati di Rochester hanno quindi indagato sul funzionamento della proteina Rad51: “Abbiamo cercato di capire – racconta Vera Gorbunova, che ha guidato lo studio – per quale motivo questa proteina fosse cinque volte più abbondante nelle cellule tumorali. E sfruttando questa particolarità abbiamo creato uno strumento in grado di individuare le cellule tumorali e ucciderle”.
La proteina Rad51 è normalmente coinvolta nella riparazione del Dna delle cellule danneggiate dal cancro, il che spiegherebbe la sua maggiore espressione nelle cellule tumorali. Gli scienziati, individuato il gene che codifica per questa proteina "riparatrice”, lo hanno modificato fondendolo con una varietà della tossina difterite: è in questo modo che il gene “buono” è stato trasformato in una sorta di “bomba tossica” in grado di provocare l`autodistruzione delle cellule tumorali. “I primi risultati mostrano che il gene così modificato – spiega Gorbunova – sia in grado di uccidere tutte le cellule tumorali, causando lievissimi effetti dannosi sulle cellule sane”.
Il team di ricercatori sta ora lavorando per progettare un modo per incorporare il nuovo “gene tossico” all`interno di un virus benigno e iniettarlo nei topi affetti dal cancro. La domanda alla quale si vuole dare una risposta è se una dose sufficientemente elevata del gene sia in grado di uccidere unicamente tutte le cellule tumorali lasciando integre quelle sane. Se questi esperimenti avranno successo, conclude Gorbunova, un giorno potrebbe essere iniettato il gene modificato nel sangue umano per bloccare lo sviluppo delle metastasi tumorali.  

di lidia baratta (04/01/2009)

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