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Cefalea «spia» del colpo di calore

Un’improvvisa cefalea, accompagnata da debolezza, confusione e nausea potrebbe essere un primo segnale di un colpo di calore. A spiegarlo è Antonino Mazzone, presidente nazionale della Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi).
Pochi e semplici i consigli di Mazzone per prevenire cefalee, colpi di sole e tutti i malori legati all’esposizione prolungata al sole e all’eccessivo caldo: “evitare di esporsi al sole e di portare fuori i bambini nelle ore di punta, dalle 11 alle 16, e coprire il capo, soprattutto dei piccoli”.
Il problema principale delle temperature torride è che “si arrivano a perdere anche tre litri di liquidi al giorno, contro il litro-litro e mezzo delle giornate normali – spiega - . Ecco perché alcune categorie di persone, in particolare anziani, bambini e malati cronici, sono particolarmente a rischio di disidratazione”.
Ma la cura per evitare i danni provocati dalla disidratazione, che può comportare anche lo svenimento dell’individuo, non è poi così difficile da seguire: bere due litri di acqua al giorno, preferibilmente fresca o a temperatura ambiente, ed evitare sorsate di acqua gelata. “Spesso il grande caldo porta a fare l`errore di mandar giù tutta insieme una gran quantità di liquidi ghiacciati. Ma questo è molto pericoloso - avverte - specie quando la temperatura è estremamente alta: l`improvvisa vasocostrizione può provocare una congestione, o una gastrite acuta. Ai bimbi si possono offrire anche succhi di frutta, ma in ogni caso è meglio l’acqua naturale, perché quella frizzante è addizionata con gas, che gonfia, mentre quella naturale agisce meglio per l’idratazione”.
Tra gli altri consigli, quelli legati alla dieta, che deve essere “leggera e ricca di cibi freschi, frutta e verdura”.

di ida casilli
Pubblicato il 10/09/2008

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