Logo salute24

Fiches e tavoli verdi: la «febbre del gioco» per 700 mila italiani

Sono 700 mila i “giocatori patologici” in Italia e quasi due milioni lo sono stati in un periodo della loro esistenza. A rivelarlo sono i dati dell’Istituto superiore di sanità sulla base di specifiche indagini condotte sul problema del gioco d’azzardo, dalle quali risulta anche che la dipendenza dal gioco colpisce l’1% della popolazione mentre il 3% è stato, in passato, un giocatore patologico.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto nel 1980 il “gioco compulsivo” come una vera e propria malattia che può arrivare a provocare diversi problemi non solo a livello individuale, ma anche familiare e sociale.
Attuando la legge federale svizzera sul gioco d`azzardo, il Casinò di Lugano  ha messo a punto una serie di misure di prevenzione, riconoscimento precoce e assistenza al gioco patologico in collaborazione con un centro specializzato nella cura di questo disturbo. Colloqui orientativi con medici specialisti, corsi di formazione del personale, divulgazione di documentazione sui pericoli del gioco e sulle possibilità di aiuto: sono solo alcune delle misure adottate per prevenire il rischio del gioco compulsivo e intervenire quando il problema si manifesta.
Le famiglie che hanno un giocatore patologico in casa hanno la possibilità di chiedere aiuto all’associazione Azzardo e nuove dipendenze (And) che da anni si occupa di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sul tema della "dipendenza senza sostanze" - con particolare riguardo al gioco d`azzardo. È possibile rivolgersi anche alle Asl che operano su tutto il territorio, nelle quali si possono trovare diversi specialisti che lavorano per la prevenzione, la diagnosi medico-psicologica, la terapia e la riabilitazione sociale.
"Il Casinò di Lugano, fin dalla sua nascita, si è impegnato nella divulgazione dei rischi del gioco d`azzardo, nella sua prevenzione e nell`assistenza ai giocatori patologici - spiega Anna Maria Sani, psicologa e psicoterapeuta, consulente del Casinò di Lugano -. È un fenomeno importante, che deve prevedere una forte collaborazione tra le istituzioni, gli operatori sanitari italiani e svizzeri e il personale del casinò”.
Le misure adottate hanno già portato ad alcuni risultati, spiega Sani, tra cui “l`esclusione dei giocatori in difficoltà dalle sale da gioco elvetiche. Un provvedimento che sarebbe opportuno estendere anche a quelle italiane. È importante - conclude l’esperta - lavorare sulla prevenzione e far conoscere la possibilità di rivolgersi a organizzazioni territoriali, tra cui le Asl, per affrontare singolarmente o in famiglia comportamenti che spesso si trasformano in veri drammi sociali".

di nadia comerci
Pubblicato il 23/12/2008