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Il «motore molecolare»:
descritto il meccanismo
di riproduzione dei virus
I virus vogliono conquistare nuovi corpi e per invaderli si sono dotati di un motore. Un “motore molecolare” che protegge il Dna dei virus, moltiplicando la loro capacità di riprodursi e infettare l’organismo che li ospita. Una vera e propria arma segreta, scoperta e descritta nei minimi dettagli dai ricercatori della Purdue University e della Catholic University of America.
Le parti del “motore molecolare” si muovono in sequenza, proprio come i pistoni di un’automobile. ll motore è composto da due dischi (uno superiore, l`altro inferiore) contenenti ognuno cinque segmenti della proteina gp17. Il movimento di questi elementi, messi in moto da forze elettrostatiche, spinge il materiale genetico nel capside, una porzione della testa del virus formata da una struttura proteica. Una volta inglobato e "riconosciuto" il Dna, spiegano i ricercatori, per il virus diventa più semplice moltiplicarsi e infettare l’organismo nel quale è riuscito a insinuarsi.
La ricerca pubblicata su Cell ha studiato e compreso il funzionamento del motore che inserisce il Dna nel capside di T4, un virus che attacca i batteri. Tuttavia, ipotizzano gli scienziati, lo stesso tipo di meccanismo potrebbe essere alla base della proliferazione di altri virus, compreso l’Herpes virus umano, un gruppo che dà origine a malattie come varicella e mononucleosi.
“Questo motore – dicono gli autori della ricerca – è esplosivo e veloce. Se paragonato a quello di una normale automobile, è due volte più potente e produce una forza venti volte superiore a quella della miosina", una delle proteine responsabili della contrazione muscolare.
Capire il funzionamento di questo processo potrebbe consentire nuove sperimentazioni. Il prossimo passo sarà infatti cercare di realizzare dei farmaci in grado di interrompere il funzionamento del motore molecolare, affinché sia possibile bloccare la diffusione di alcune infezioni virali.
Le parti del “motore molecolare” si muovono in sequenza, proprio come i pistoni di un’automobile. ll motore è composto da due dischi (uno superiore, l`altro inferiore) contenenti ognuno cinque segmenti della proteina gp17. Il movimento di questi elementi, messi in moto da forze elettrostatiche, spinge il materiale genetico nel capside, una porzione della testa del virus formata da una struttura proteica. Una volta inglobato e "riconosciuto" il Dna, spiegano i ricercatori, per il virus diventa più semplice moltiplicarsi e infettare l’organismo nel quale è riuscito a insinuarsi.
La ricerca pubblicata su Cell ha studiato e compreso il funzionamento del motore che inserisce il Dna nel capside di T4, un virus che attacca i batteri. Tuttavia, ipotizzano gli scienziati, lo stesso tipo di meccanismo potrebbe essere alla base della proliferazione di altri virus, compreso l’Herpes virus umano, un gruppo che dà origine a malattie come varicella e mononucleosi.
“Questo motore – dicono gli autori della ricerca – è esplosivo e veloce. Se paragonato a quello di una normale automobile, è due volte più potente e produce una forza venti volte superiore a quella della miosina", una delle proteine responsabili della contrazione muscolare.
Capire il funzionamento di questo processo potrebbe consentire nuove sperimentazioni. Il prossimo passo sarà infatti cercare di realizzare dei farmaci in grado di interrompere il funzionamento del motore molecolare, affinché sia possibile bloccare la diffusione di alcune infezioni virali.
di paolo fiore (31/12/2008)

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