Contro la polmonite
le linee guida Fadoi
alla «prova-corsia»
Curare la polmonite? Con le linee-guida è meglio. La gestione ospedaliera della prima causa di decesso per infezione si può migliorare grazie all`applicazione di una serie di norme sanitarie. Quelle elaborate dalla Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) sono state al centro dell`indagine “Fastcap” condotta dal Centro Studi della stessa Federazione e pubblicata sullo European Respiratory Journal che ha permesso di confrontare i percorsi clinici di pazienti affetti da polmonite su tutto il territorio nazionale.
L`80% dei ricoveri per polmonite, secondo le stime della Federazione, avviene infatti nei reparti di Medicina Interna e quindi è in queste corsie che si concentra il massimo sforzo terapeutico, soprattutto in presenza di un paziente anziano, con altre complicazione croniche, che ha un rischio di mortalità da 3 a 5 volte superiore rispetto alla norma. Numeri importanti e che quindi richiedono scelte terapeutiche appropriate.
“La polmonite comunitaria è ancora oggi una patologia molto diffusa - spiega Ido Iori, tra gli autori dello studio e responsabile del Centro Studi Fadoi - e chi ne è affetto deve spesso essere ricoverato in ospedale. In Italia la percentuale media di incidenza della polmonite è di 3 casi su mille abitanti ogni anno, incidenza che aumenta nettamente con l`età, tanto che questa malattia risulta essere la sesta causa di morte e la prima causa di decesso per infezione”.
Gli esperti della Fadoi, internisti, microbiologi, virologi e pneuomologi, già nel 2002 hanno stilato una serie di raccomandazioni per la gestione delle infezioni delle basse vie respiratorie la cui applicazione ha fatto da “traccia” per lo studio Fastcap. Sono stati messi a confronto due gruppi di circa 1.400 pazienti ciascuno, “la più ampia casistica esaminata da ricercatori italiani”, ricoverati in 31 Unità di Medicina Interna. Un gruppo ha seguito in una prima fase la terapia antibiotica tradizionale, l`altro, nella seconda fase dello studio, è stato trattato seguendo le linee guida elaborate dal team multidisciplinare. Il risultato ha permesso di valutare “l`impatto delle linee guida sul contesto terapeutico reale” osservando un significativo miglioramento delle condizioni cliniche: la riduzione della mortalità dopo il primo ciclo di terapia antibiotica è stata netta, passando dal 30% dei casi più gravi di polmonite grave nell`anziano al 23% e il miglioramento della risposta clinica nei pazienti più gravi è passato dal 52% al 58% nella seconda fase. “Si tratta di risultati considerevoli - spiega il presidente Fadoi Antonino Mazzone - proprio perché ottenuti nella realtà ospedaliera e che portano ad un miglioramento `misurabile` della gestione delle polmoniti ospedalizzate”.
L`80% dei ricoveri per polmonite, secondo le stime della Federazione, avviene infatti nei reparti di Medicina Interna e quindi è in queste corsie che si concentra il massimo sforzo terapeutico, soprattutto in presenza di un paziente anziano, con altre complicazione croniche, che ha un rischio di mortalità da 3 a 5 volte superiore rispetto alla norma. Numeri importanti e che quindi richiedono scelte terapeutiche appropriate.
“La polmonite comunitaria è ancora oggi una patologia molto diffusa - spiega Ido Iori, tra gli autori dello studio e responsabile del Centro Studi Fadoi - e chi ne è affetto deve spesso essere ricoverato in ospedale. In Italia la percentuale media di incidenza della polmonite è di 3 casi su mille abitanti ogni anno, incidenza che aumenta nettamente con l`età, tanto che questa malattia risulta essere la sesta causa di morte e la prima causa di decesso per infezione”.
Gli esperti della Fadoi, internisti, microbiologi, virologi e pneuomologi, già nel 2002 hanno stilato una serie di raccomandazioni per la gestione delle infezioni delle basse vie respiratorie la cui applicazione ha fatto da “traccia” per lo studio Fastcap. Sono stati messi a confronto due gruppi di circa 1.400 pazienti ciascuno, “la più ampia casistica esaminata da ricercatori italiani”, ricoverati in 31 Unità di Medicina Interna. Un gruppo ha seguito in una prima fase la terapia antibiotica tradizionale, l`altro, nella seconda fase dello studio, è stato trattato seguendo le linee guida elaborate dal team multidisciplinare. Il risultato ha permesso di valutare “l`impatto delle linee guida sul contesto terapeutico reale” osservando un significativo miglioramento delle condizioni cliniche: la riduzione della mortalità dopo il primo ciclo di terapia antibiotica è stata netta, passando dal 30% dei casi più gravi di polmonite grave nell`anziano al 23% e il miglioramento della risposta clinica nei pazienti più gravi è passato dal 52% al 58% nella seconda fase. “Si tratta di risultati considerevoli - spiega il presidente Fadoi Antonino Mazzone - proprio perché ottenuti nella realtà ospedaliera e che portano ad un miglioramento `misurabile` della gestione delle polmoniti ospedalizzate”.
di cosimo colasanto (29/12/2008)

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