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Dormire per ricordare: il sonno aiuta la memoria

Nottate insonni trascorse sui libri in prossimità  degli esami con la sola compagnia di una caffettiera? Meglio dirvi addio: una ricerca americana ha dimostrato che dormire sonni tranquilli aiuta a memorizzare quanto si è appreso nel corso del giorno.
Durante la notte, infatti, nel nostro cervello, avviene una sorta di consolidamento: “Il sonno non è solo uno stato passivo, – spiega Howard Nusbaum, docente di Psicologia all’Università di Chicago e coautore della ricerca – probabilmente chi si imbottisce di caffè e trascorre nottate insonni a studiare o lavorare non sceglie la via migliore per migliorare le proprie prestazioni”.
Lo studio, pubblicato su Learning & Memory, ha coinvolto circa 200 studenti di un college statuninitense: è stato chiesto ai volontari di imparare a giocare a un videogame nel corso di una mattina o di un pomeriggio. I ricercatori hanno poi verificato i miglioramenti al gioco nei giovani partecipanti dopo 12 e dopo 24 ore: la performance era migliorata dell’8% subito dopo il test, il processo di apprendimento aveva un picco negativo del 4% dopo 12 ore, e raggiungeva invece l’apice massimo, il 10%, dopo 24 ore
“Nel corso della giornata incontriamo molte interferenze che ci fanno dimenticare quanto abbiamo imparato – chiarisce Nusbaum – ma il sonno restituisce alla consapevolezza nozioni e abilità che sembravano essere state anche solo parzialmente cancellate”.
Un giusto ritmo di sonno e veglia quindi, non solo per ricordare ma anche per apprendere meglio: se abbiamo dormito a sufficienza, il nostro cervello è più vigile, assorbe una maggiore quantità di informazioni e le trattiene più a lungo. Inutile spremere le nostre forze, investire sul sonno è un’ottima tecnica per affrontare la giornata.

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Pubblicato il 02/01/2008

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