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Le «altre mamme»: 2 su 3 donano gli ovuli senza pensare ai rischi

La scelta di donare i propri ovuli per aiutare le coppie sterili può produrre effetti positivi e negativi: l’importante è esserne consapevoli. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Fertility and Sterility dai ricercatori dell’Università di Washington, che, dopo aver condotto uno studio per verificare gli effetti a lungo termine della donazione di ovociti, hanno rilevato che quasi una donna su cinque riporta effetti psicologici in seguito alla decisione.
Lo studio è stato condotto tramite la somministrazione di un questionario a 80 donne, dell’età di circa 30 anni, che avevano donato i propri ovuli almeno una volta: alle donatrici sono state chieste le motivazioni di questa scelta, "misurata" la consapevolezza dei rischi, rivolto domande sul modo in cui avevano affrontato l’esperienza e su come si erano sentite in seguito ad essa.
Dai risultati è emerso che il motivo che aveva spinto i soggetti a donare i propri ovociti era per il 30% l’altruismo, per meno del 20% il denaro (in alcuni paesi alla donazione corrisponde un compenso), mentre per un altro 40% era l’unione di entrambi i fattori. Riguardo alla consapevolezza dei rischi corsi, il 20% non ricordava di essere stato messo al corrente di eventuali pericoli fisici, ma, secondo gli studiosi, ciò potrebbe semplicemente indicare tendenza a rimuovere dalla memoria avvisi e precauzioni.
Per quanto concerne gli effetti negativi dell’intervento, alcune donne hanno riferito di aver sofferto di gonfiore, dolore, iperstimolazione ovarica, disturbi dell`umore e irritabilità, aumento o perdita di peso e, in taluni casi, infertilità, diminuzione della fertilità o danni alle ovaie. Tuttavia, dallo studio è emerso che i due terzi dei soggetti non avevano riportato conseguenze negative ed erano soddisfatte di aver effettuato la donazione. Il 70% di loro ha ripetuto l’esperienza più di una volta, ma il record spetta ad una donatrice plurima che ha donato il prorio ovuole già nove volte.
La maggior parte delle donatrici era felice dell`esperienza ed orgogliosa di aver aiutato delle coppie sterili, mentre, hanno osservato gli studiosi, alcune erano invece preoccupate riguardo il destino del frutto del loro patrimonio genetico.

di nadia comerci
Pubblicato il 30/12/2008