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Il Regno Unito corre ai ripari
I bambini passano troppo tempo davanti ai monitor e così i ricercatori della Queensland University of Technology hanno messo a punto un dispositivo che permette ai genitori di controllare che non esagerino. Gli studiosi hanno creato un telecomando, “Echelon”, che grazie ad un software installato sul computer o sulla console aziona un timer che disattiva i videogame se si supera un certo limite di tempo.
La preoccupazione per contenuti non adatti ai minori ha fatto di più, spingendo il governo britannico a commissionare un rapporto sugli effetti dell’esposizione ai videogames. La proposta degli psicologi è quella di segnalare la pericolosità sulle confezioni, come già avviene sui pacchetti di sigarette. “Alcuni videogames nuociono gravemente alla salute”: potrebbe essere questo l’avvertimento in grado di sconsigliare ai genitori l’acquisto. In Europa esistono già alcuni sistemi di classificazione che teoricamente vietano la vendita, ma i simboli presenti sui videogames sono confusi e spesso i negozianti non rispettano i limiti vendendo i prodotti informatici anche alle categorie protette.
I rischi connessi alla durata, alla violenza delle situazioni e al coinvolgimento sempre più realistico nelle azioni di gioco sono stati analizzati nel report da Tanya Byron, psicologa infantile molto famosa in Gran Bretagna per le sue apparizioni in tv e già collaboratrice del Times: “I genitori hanno paura di lasciar uscire i bambini e così li tengono in casa, con il rischio di incappare nei rischi on line”.
Secondo l’esperta serve più informazione, a partire dagli avvisi presenti sulle confezioni: età minima richiesta, contenuti e controindicazioni, ma soprattutto una maggiore attenzione da parte dei genitori che dovrebbero tenere il computer in una parte della casa comune, come il soggiorno, e non nella cameretta dei bambini.
La preoccupazione per contenuti non adatti ai minori ha fatto di più, spingendo il governo britannico a commissionare un rapporto sugli effetti dell’esposizione ai videogames. La proposta degli psicologi è quella di segnalare la pericolosità sulle confezioni, come già avviene sui pacchetti di sigarette. “Alcuni videogames nuociono gravemente alla salute”: potrebbe essere questo l’avvertimento in grado di sconsigliare ai genitori l’acquisto. In Europa esistono già alcuni sistemi di classificazione che teoricamente vietano la vendita, ma i simboli presenti sui videogames sono confusi e spesso i negozianti non rispettano i limiti vendendo i prodotti informatici anche alle categorie protette.
I rischi connessi alla durata, alla violenza delle situazioni e al coinvolgimento sempre più realistico nelle azioni di gioco sono stati analizzati nel report da Tanya Byron, psicologa infantile molto famosa in Gran Bretagna per le sue apparizioni in tv e già collaboratrice del Times: “I genitori hanno paura di lasciar uscire i bambini e così li tengono in casa, con il rischio di incappare nei rischi on line”.
Secondo l’esperta serve più informazione, a partire dagli avvisi presenti sulle confezioni: età minima richiesta, contenuti e controindicazioni, ma soprattutto una maggiore attenzione da parte dei genitori che dovrebbero tenere il computer in una parte della casa comune, come il soggiorno, e non nella cameretta dei bambini.
di (14/07/2008)

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