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Un nano-detective
scova la salmonella

Meno affascinante di James Bond e molto, ma molto più piccolo del già minuto Poirot: è il nano-detective che riesce a stanare la salmonella. I ricercatori dell`Agricultural Research Service hanno sviluppato un microscopico sensore biologico capace di rilevare i batteri che siannidano nei cibi.
La salmonella è un batterio che provocano la salmonellosi, un`infezione dell`apparato digerente che causa vomito, crampi, febbre, diarrea e, in alcuni casi, la morte. Si trasmette attraverso i cibi: i più a rischio sono uova, carne cruda, latte non pastorizzato, pollame. I batteri, però, sanno nascondersi bene: solo dopo molto tempo alterano l`aspetto o l`odore degli alimenti. Per questo motivo è importante un investigatore che rintracci la salmonella prima che finisca nel nostro corpo
Il biosensore che ci farà mangiare con più tranquillità "invia" delle particelle fluorescenti sugli anticorpi della salmonella. Quando questi agganceranno i batteri, li renderanno più visibili, accertando con più facilità se in un alimento si cela o meno la salmonella. 
Neanche la fantasia di Ian Fleming e Agatha Christie sarebbe arrivata a concepire un sensore come quello creato da Bosoon Park e colleghi: è frutto dei progressi della nanotecnologia, una disciplina che opera a livello molecolare o addirittura atomico, nell`ordine del miliardesimo di metro (cioè fino a un centesimo dello spessore di un capello).
L`equipe americana ha cercato così di seguire l`esempio di madre natura, che ha dotato alcuni animali di microsensori altrettanto efficaci: ad esempio alcuni insetti localizzano i simili grazie a un "superpotere" che rileva piccolissime quantità di feromoni nell`ambiente circostante. Oppure come alcuni pesci, dotati di biosensori che captano vibrazioni dell`acqua appena percepibili.

di paolo fiore (10/01/2009)

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