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Cuore: un «fast-test» per battere l’infarto sul tempo

L’infarto adesso si può battere sul tempo, grazie a un’analisi del sangue super veloce. Riconoscere i sintomi di un attacco di cuore nel più breve tempo possibile è fondamentale: prima si interviene, più efficaci saranno le cure. Per capire se è in corso un infarto, però, passano spesso alcune ore. Grazie a una ricerca del Massachusetts General Hospital un’avanzatissima analisi del sangue potrebbe consentire la diagnosi entro pochi minuti.
Robert Gerszten, leader della ricerca, già da tempo ipotizzava un test che individuasse un infarto attraverso un’approfondita analisi del sangue. Per perfezionarlo, però, era  necessario prelevare dei campioni prima e dopo un attacco di cuore, in modo da studiare i cambiamenti metabolici più significativi. Ma c’era un problema: data l`imprevedibilità degli attacchi cardiaci, era praticamente impossibile riuscire a fare un prelievo immediatamente prima di un infarto.
La soluzione è arrivata grazie al suggerimento del cardiologo Michael Fifer: prelevare il sangue prima e dopo un’ablazione alcolica del setto. L’ablazione alcolica - tecnica usata per curare la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, malattia che genera l’ispessimento delle pareti del miocardio - consiste nell’iniezione di una piccolissima quantità di alcol che, per smaltire il tessuto in eccesso, provoca una sorta di “infarto controllato”. Dunque, se si prelevano i campioni poco prima e poco dopo aver effettuato l’ablazione, spiega Fifer, si potranno individuare i cambiamenti del sangue causati da un attacco di cuore.
Gerszten e colleghi hanno potuto così analizzare i campioni di 36 pazienti e individuare, grazie a uno spettrometro di massa, nuovi marcatori, cioè nuovi elementi del sangue la cui mutazione segnala che è in corso un attacco di cuore. Alcuni di essi si trasformano in pochissimo tempo, consentendo di diagnosticare un infarto in appena dieci minuti. Un tempo breve, soprattutto in confronto alle ore richieste dalle analisi attualmente utilizzate.
“Siamo entusiasti della scoperta – ha affermato Gerszten – e speriamo che questa nuova tecnologia possa guidare le future innovazioni nella campo della diagnosi degli infarti”. 

di paolo fiore
Pubblicato il 08/01/2009