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Esilio per la provetta: «Adozione precoce per gli embrioni orfani»

Sovrannumerari, abbandonati, congelati e non reclamati. Sono tutti gli embrioni ante legge 40, prima cioè che il legislatore decidesse, ormai 4 anni anni fa, che tutti quelli fecondati, in numero massimo di tre, dovessero essere impiantati. Sono 3400 circa, crionconservati nell`azoto liquido, "ma ce ne sarebbero altrettanti i cui genitori si sono resi irrintracciabili e che presumibilmente non verranno mai richiesti", spiega Antonio Palagiano, vicepresidente della Società italiana di fertilità e sterilità (Sifes) e deputato dell`Italia di Valori che insieme ai colleghi di partito Massimo Donadi e Silvana Mura firma un progetto di legge per dare una casa agli embrioni "orfani".
Il destino dei sovrannumerari, come vengono definiti gli embrioni in più rispetto a quelli poi effettivamente trasferiti in utero, è stato al centro del convegno voluto proprio dall`Idv e dalla Sifes, apertosi oggi a Roma (in corso fino a domani, 13 gennaio) "Legge 40 e turismo riproduttivo: vale ancora la pena?", con il quale il partito di Antonio Di Pietro getta il sasso nello stagno. Gli embrioni sono in attesa della casa "clinica": dovrebbero essere infatti traslocati, a norma di legge, nella biobanca presso l`ospedale Maggiore Milano, finanziata ma non ancora in attività. Il ritardo è fonte di polemica, con dipietristi e radicali del Pd che snocciolano i costi della struttura, il governo che assicura la gestione rapida delle ultime fasi, la precisazione che "non appena il ministero del Welfare darà il via libera ci sarà il traferimento" fatta da Giulia Scaravelli, responsabile dell`Istituto superiore di sanità, l`Iss, che cura la tenuta del registro nazionale, il censimento statistico, in altre parole, dei centri, dei pazienti, dei risultati. La casa al quale pensa Palagiano è diversa. Si chiama "adozione precoce" e intende affidare a coppie con problemi di sterilità gli embrioni abbandonati seguendo gli stessi criteri e canali dell`adozione tradizionali: richiesta al tribunale dei minorenni, esame di reddito, fedina penale. Destinatari coppie eterosessuali, anche di fatto, la cui relazione dura almeno da due anni.
Il convegno ha esaminato cifre e indicatori, messo a confronto esperti e relatori italiani e stranieri ("con pareri anche contrapposti", sottolinea Palagiano) per dare una risposta all`interrogativo "vale ancora la pena?". La risposta degli organizzatori è negativa e a farne le spese sono state soprattutto le coppie di connazionali alle prese con problemi di fertilità, 1 su 5, dicono le statistiche, le cui percentuali di arrivare al "bambino in braccio", così i medici definiscono il successo della fecondazione, sono al 21%, la metà del 40% in Usa e fanalino di coda in Europa, in media al 27%. Molti gli esili forzati all`estero, quello che viene anche etichettato come turismo riproduttivo. "È il risultato di uno scontro ideologico nel quale da una parte e dall`altra si è utilizzato l`embrione come una clava", commenta Palagiano. "Una situazione al quale si è cercato di porre rimedio con la sperimentazione di nuove tecniche di congelamento degli ovociti, nelle quali gli italiani sono diventati subito leader mondiali, richiesti anche all`estero per le loro competenze". Da questi progressi potrebbe venire una soluzione per quelle donne, ad esempio, che "intendono posticipare il concepimento e, cosa ancora più importante, sono alle prese con un cancro che rischia di farle diventare sterili".
Restano i costi "per la salute e per il sistema sanitario" della più alta probabilità di un parto plurigemellare nelle donne giovani e il divieto per la diagnosi preimpianto che ha aperto diversi dubbi interpretativi. All`esame, con gli altri, della Corte Costituzionale che deciderà a febbraio sulla legittimità della legge, mentre molte associazioni di pazienti promettono di continuare la battaglia in tribunale.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 12/01/2009