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Alzheimer: dal laser una cura «per caso»

Fermare l`Alzheimer eliminando le placche proteiche che ne sono responsabili tramite un fascio di luce laser. A spiegarne il funzionamento è uno studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry dai ricercatori dell`Università di Osaka, secondo i quali una tecnica che si avvale del laser sarebbe capace di degradare le proteine beta-amiloidi.
Nella maggior parte dei casi il morbo di Alzheimer è causato dall`azione di una proteina contenuta nel cervello, la beta-amiloide, che depositandosi fra i neuroni ne provoca la distruzione. Per comprendere il meccanismo di formazione delle placche amiloidali gli studiosi giapponesi hanno utilizzato una tecnica in grado di contrassegnare le molecole di beta 2 microglobulina - la maggiore componente dell’amiloide - con la tioflavina, un marcatore fluorescente, in grado di essere rilevato dalla luce laser.
Durante l`esperimento è emerso che l`azione del laser, oltre a identificare le fibre proteiche, era in grado di fermarne la crescita e persino di degradarle. La scoperta, non prevista dai ricercatori, sarebbe da imputare al fatto che la tioflavina attivata dalla luce laser sarebbe capace di trasferire parte della sua energia all’ossigeno dei tessuti e produrre una sostanza, l`"ossigeno attivo", capace di degradare le fibre proteiche.
Anche se la ricerca è stata condotta, finora, solamente sulla beta 2 microglobulina, secondo gli studiosi potrebbe funzionare anche su altri tipi di amiloide. Approfondire l`argomento con ulteriori studi sarebbe dunque necessario, spiegano i ricercatori, per dare il via alla sperimentazione di una nuova tecnica che sia in grado di sconfiggere, oltre all`Alzheimer, anche altre malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e quello di Huntington.

di nadia comerci
Pubblicato il 16/01/2009