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Cancro: «intercettarlo»
con un nuovo test

La lotta ai tumori sembra prendere ispirazione dalla saggezza orientale: per battere l`avversario bisogna sfruttarne la forza a proprio vantaggio. La diagnosi e il trattamento del cancro hanno infatti un alleato inatteso: le cellule di circolazione del tumore, cioè quelle cellule distaccatesi dal tumore originario ed entrate nel flusso sanguigno. Il nuovo esame del sangue si colloca al primo posto della "Top 10 Medical Innovations for 2009", la classifica stilata dalla Cleveland Clinic sulle dieci migliori innovazioni mediche per il 2009.
Rilevando e analizzando le cellule in circolazione, una nuova tecnica riesce a predire i possibili effetti della terapia sul paziente in modo da modificarla se dovesse risultare inefficace. Il tutto attraverso un semplice prelievo di sangue.
“Esistono ormai numerosi studi sulle cellule tumorali circolanti che si sono rivelati promettenti - ha detto a Salute24 Francesco Boccardo, presidente dell`Associazione italiana di oncologia medica e docente di oncologia medica all`università di Genova -. Le ricerche hanno confermato la possibile utilità di questo tipo di cellule come indice di prognosi, ad esempio per il rischio di sviluppare una recidiva dopo l`intervento chirurgico o, nei tumori metastatici, come indice precoce di risposta alla terapia”.
Ma c`è una novità che ha fatto meritare al test il titolo di innovazione dell`anno secondo la Cleveland Clinic: “Mentre finora alcune incertezze tecniche e l`invasività dei metodi di prelievo avevano fatto di questo tipo di tecnologia un settore di ricerca, piuttosto che un campo d`applicazione - continua Boccardo - il vantaggio è adesso quello di potere evidenziare le cellule epiteliali che circolano attraverso un semplice, e non invasivo, prelievo del sangue”.
La tecnica potrebbe quindi consentire un controllo del tumore più semplice e frequente. Monitorare la malattia è fondamentale perché dal suo stato dipende la scelta del trattamento: “È molto importante - conferma Boccardo - evitare che il paziente riceva terapie destinate a essere di scarso beneficio, se non nullo, e capire se la cura è quella giusta, senza dover aspettare il responso attraverso i criteri normalmente applicati”.
Un nuovo esame, quello basato sulle cellule di circolazione del tumore, che potrebbe migliorare la qualità di vita dei malati: "La tecnica è sicuramente promettente. La comunità medico-scientifica deve essere aperta e preparata ad accogliere tempestivamente le nuove risorse rese disponibili dalla ricerca e dall`innovazione tecnologica".

di paolo fiore (21/01/2009)

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