L’infarto fotografato:
così il cuore «sanguina»
e si può salvare
"Catturate" per la prima volta le immagini che mostrano il flusso del sangue all`interno del cuore nelle persone che hanno subito un infarto. Le hanno "scattate" i ricercatori dell`MRC Clinical Sciences Centre dell`Imperial College London, il cui lavoro, pubblicato su Radiology, evidenzia come il "sanguinamento" del cuore può indicare l`entità dei danni subiti in seguito ad attacco cardiaco.
Lo studio. La ricerca è stata condotta su 15 pazienti che avevano di recente subito un infarto, sottoposti a risonanza magnetica. I ricercatori sono stati in grado di individuare l`area del flusso sanguigno usando come "spia" il ferro contenuto nel sangue. Dai risultati è emerso che i soggetti che avevano subito un attacco di cuore piuttosto grave presentavano un "sanguinamento" superiore rispetto a coloro i quali avevano riportato meno danni.
Le applicazioni della tecnica. Gli studiosi affermano, dunque, che l`utilizzo della tecnica di rilevazione delle immagini cardiache, potrebbe fornire un quadro più completo dello stato di salute dei pazienti e delle loro possibilità di recupero, consentendo di dare priorità a coloro che versano nelle condizioni più gravi. Inoltre, concludono gli studiosi, capire cosa accade in seguito ad un attacco di cuore può consentire agli scienziati di trovare nuovi modi per rimediare ai danni che esso provoca.
Lo studio. La ricerca è stata condotta su 15 pazienti che avevano di recente subito un infarto, sottoposti a risonanza magnetica. I ricercatori sono stati in grado di individuare l`area del flusso sanguigno usando come "spia" il ferro contenuto nel sangue. Dai risultati è emerso che i soggetti che avevano subito un attacco di cuore piuttosto grave presentavano un "sanguinamento" superiore rispetto a coloro i quali avevano riportato meno danni.
Le applicazioni della tecnica. Gli studiosi affermano, dunque, che l`utilizzo della tecnica di rilevazione delle immagini cardiache, potrebbe fornire un quadro più completo dello stato di salute dei pazienti e delle loro possibilità di recupero, consentendo di dare priorità a coloro che versano nelle condizioni più gravi. Inoltre, concludono gli studiosi, capire cosa accade in seguito ad un attacco di cuore può consentire agli scienziati di trovare nuovi modi per rimediare ai danni che esso provoca.
di nadia comerci (22/01/2009)

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