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La marijuana «sballa»
anche gli spermatozoi
e riduce la fertilità

Tra i fumi della marijuana si disorientano anche gli spermatozoi. Una ricerca pubblicata su Biology of Reproduction ha confermato che il consumo prolungato di "erba” riduce la fertilità maschile. Molti indizi facevano sospettare che il consumo di marijuana potesse influenzare la vigoria degli spermatozoi, ma solo adesso è arrivata la prova scientifica. Per provare che l’effetto degli spinelli sulla fertilità sia tutt’altro che stupefacente, Xiaofei Sun e i suoi colleghi hanno deciso di “neutralizzare” un gene, Faah, in alcuni topi.
Qual è il collegamento tra questo gene e la marijuana? La chiave è l’ anandamide - un endocannabinoide, cioè una sostanza prodotta dal nostro organismo che interagisce con gli stessi recettori della cannabis e che quindi “simula” i suoi effetti. L’inibizione di Faah ha portato a un aumento di anadamide nell’apparato sessuale, che a sua volta ha diminuito la capacità riproduttiva degli spermatozoi.
La marijuana quindi, comportandosi esattamente come il suo “sosia”, l’anadamide, ridurrebbe la fertilità. La ricerca non è solo un avvertimento per i consumatori cronici di droghe leggere, ma ha grande importanza anche a livello clinico. L’anadamide, infatti, oltre a permettere di studiare gli effetti della marijuana sull’organismo, potrebbe essere usata anche per fini terapeutici. Sapere che un suo aumento si ripercuote negativamente sulla “lucidità” degli spermatozoi, invita gli studiosi a una maggiore cautela nella sua somministrazione. A soppesare i suoi potenziali effetti clinici positivi con la possibilità di pregiudicare la fertilità maschile.

di paolo fiore (26/01/2009)

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