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Otto gemelli in Usa: «Un insuccesso medico con rischi molto alti»

"Un parto plurigemellare così numeroso è davvero una cosa rarissima, accadeva più di frequente in passato, quando le tecniche di procreazione assistita prevedevano l`inserimento di un numero eccessivo di embrioni", spiega a Salute24 Massimo Moscarini, direttore del Dipartimento di Ginecologia dell`Ospedale Sant`Andrea di Roma.
Si parla del parto eccezionale avvenuto in California: otto bebè tutti in una volta, nati vivi e in buone condizioni cliniche nonostante il parto cesareo programmato con due mesi di anticipo. La statistica è avara: si contano solo una manciata di parti record. Un parto plurigemellare è pur sempre una condizione limite. "Si può sicuramente parlare di un insuccesso medico, in quanto i medici per aumentare le possibilità di gravidanza hanno con ogni probabilità sottoposto la donna ad una stimolazione eccessiva - spiega Moscarini -. In Italia non potrebbe accadere visto il limite all`impianto di tre embrioni".
Nel 1998 una donna nigeriana diede alla luce otto gemellini, uno morì una settimana dopo, gli altri sette hanno oggi 10 anni e sono tutti in buona salute. Una eccezione nell`eccezione. La gravidanza più numerosa è stata registrata infatti nel 1971 in Australia, ma i neonati morirono tutti sei giorni dopo. Nel 2000 di otto bambini partoriti a Milano, ne restarono in vita solo sei. "Il fatto che invece questa gravidanza sia arrivata ad una fase molto avanzata - commenta Moscarini - significa che il suo andamento è stato buono e la mamma brava a portarla avanti, anche considerando il peso complessivo dei nati".
Un peso, quello dei nati in California, tutto sommato discreto, tra gli 800 grammi e il chilo e mezzo, che però moltiplicato per otto esprime la complessità della gestazione e del parto che ha visto la partecipazione di una équipe di 46 medici.
"I bambini nati prematuri o sottopeso hanno maggiori rischi di mortalità o di ammalarsi per via di infezioni, oppure per una formazione non completa di organi, che può condurre a problemi cardiaci o respiratori", commenta il ginecologo. Che conclude: "Per fortuna oggi i neonatologi hanno tecniche e conoscenze avanzate per ricreare condizioni molto simili a quelle dell`utero materno e dare maggiori chance di vita".

di cosimo colasanto
Pubblicato il 28/01/2009