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Influenza: sette passi
contro l’australiana

Febbricitanti, ammaccati, con la testa che sembra un sasso. Si sentono così oltre 500 mila italiani colpiti nell`ultima settimana dall`influenza, che quest`anno sembra più cattiva del passato. Con un senso di spossatezza che sembrano durare più a lungo anche dopo la febbre. Secondo l`osservatorio "Health Search - Italia come stai?" della Società Italiana di medicina Generale (Simg), il picco dell`epidemia di australiana arriverà a metà febbraio, destinato a prolungarsi fino a fine mese. Anche se l’epidemia influenzale si sta rivelando la quarta per intensità tra quelle monitorate negli ultimi 10 anni, "non ha caratteristiche che la rendono più virulenta delle altre", spiega a Salute24 Claudio Cricelli, presidente della Simg. In ogni caso è bene tenere presenti alcune mosse per non lasciarsi abbattere dall`ospite indesiderato.
Assecondare la malattia. "L`influenza si cura a letto", ricorda Cricelli. ""Il modo migliore per dare all`organismo le energie necessarie per difendersi è risparmiare le forze". Niente imprudenze, quindi, "non bisogna tornare frettolosamente alle attività normali".
Primi farmaci. Se non si è vaccinati, c`è sempre un`altra chance per combattere il male di stagione. "Esistono farmaci che curano l`influenza anche se sono poco usati in Italia e se assunti all`arrivo dei primi sintomi dell`influenza sono anche abbastanza efficaci, accorciando il decorso della malattia e migliorando la convalescenza".
Come usarli. Attenzione: anche i virus, come i batteri, imparano a difendersi e "quindi l`impiego di questi medicinali deve essere prudente, solo quando si ha la certezza che si tratti di influenza e non di un banale raffreddore", avverte il presidente della Simg.
Spossati dalla febbre. "Spesso non ci si pensa, ma il brusco rialzo della temperatura coinvolge tutto l`organismo - dice Cricelli -, che è impegnato in un tour de force difensivo". I dolori articolari sono l`eredità più fastidiosa. Antipiretici, anticongestionanti e antidolorofici danno una mano a superare la fase difficile.  "La seconda categoria di farmaci non serve a curare l`influenza, ma aiuta ad attenuare i dolori e gli altri sintomi sgraditi della malattia".
I trattamenti terapeutici. Il recupero dalla malattia può essere più o meno lungo a seconda del livello delle difese immunitarie. "Nella convalescenza non ci sono farmaci che guariscono, ma è lo stesso organismo a cercare strategie di recupero". Prestare attenzione ai liquidi, suggerisce lo specialista. "Febbre e sudate provocano la disidratazione dell`organismo - dice Cricelli - quindi è importante reintegrare l`acqua sotto forma di vegetali, succhi di frutta e spremute".
Cose da non fare. "Un errore da non commettere, quando si ha l`influenza e il corpo è già stressato - avverte l`esperto - è assumere antibiotici a sproposito che lo indeboliscono ulteriormente". Da usare solo quando c`è una complicazione batterica: ad esempio otiti e polmoniti. Il medico saprà consigliare quando e come.
La rete di controllo. Se non bisogna fare gli eroi e raggiungere a tutti i costi il posto di lavoro, con l`effetto collaterale di diventare un "untore" per i colleghi, l`influenza ha sempre un costo sociale rilevante. I medici della Simg vigilano come sentinelle. I ricoveri sono cresciuti nell`ultima settimana di oltre 10 volte, le visite domiciliari del 50%. "È importante monitorare la situazione - spiega Claudio Cricelli -. Nel momento caldo della pandemia influenzale il lavoro del medico di famiglia può anche raddoppiare".

di cosimo colasanto (04/02/2009)

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