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Cure ai clandestini: primo sì alla denuncia I medici in rivolta

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Dopo i sì del Senato all`emendamento che elimina il divieto di denuncia all`autorità giudiziaria degli irregolari che si recano presso strutture pubbliche per farsi curare, ci sono i no di medici, Conferenza espiscopale e associazioni di volontariato.

La norma - L`articolo proposto dalla Lega e approvato da Palazzo Madama sopprime una norma contenuta del Testo Unico sull’immigrazione del 1998. La legge attuale prevede infatti che «l’accesso alle strutture sanitarie da parte di uno straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all`autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".

In Senato - Il dibattito a Palazzo Madama è stato incandescente. La misura "pro-delazione", come l`ha definita l`opposizione, è stata la più criticata del pacchetto di norme contenute nel Ddl sicurezza il cui esame passerà ora alla Camera. Un`idea "inumana" e "razzista" secondo il Pd quella di trasformare i "medici in poliziotti". Il senatore Daniele Bosone sostiene che "i medici dovranno stracciare il codice deontologico" e Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d`inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, ha parlato di "barbarie normativa, deontologica e sociale". Sull`altro fronte Maurizio Gasparri spiega che con l`approvazione di questo provvedimento "è arrivato il tempo dei fatti, della sicurezza e della legalità". Il sottosegretario alla Salute, la leghista Francesca Martini, difende lo spirito della legge: contrastare l`immigrazione clandestina è un impegno di tutti, anche del Servizio sanitario nazionale. Martini assicura che "i medici  saranno lasciati liberi di scegliere" in quanto la misura non va "contro scienza e coscienza del medico, perché non obbliga nessuno ma lascia decidere i camici bianchi, perché dietro ogni medico c`è anche un cittadino".

Cei e medici contro - L`obiezione di coscienza è lo strumento invocato da molti per fronteggiare la nuova norma. La Conferenza episcopale, attraverso Domanico Segalini, segretario della commissione Cei per le migrazioni, conferma la contrarietà al provvedimento: "Le leggi sono votate secondo le regole della democrazia - afferma -, ma noi continueremo ad aiutare poveri immigrati non regolari". In questo senso si era levata nelle ultime ore anche la voce dell`arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi. Linea su cui si muove l`associazione dei medici cattolici italiani. "È una cosa molto grave - dichiara Vincenzo Saraceni, presidente dell`Associazione medici cattolici italiani (Amci) - perché un conto è denunciare un criminale, un conto un clandestino". In dissenso "per una norma che va contro l`etica e la deontologia, e si potrebbe rivelare un boomerang sul piano della salute pubblica" anche Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo). Preoccupazione per una legge che "mette a rischio soprattutto i bambini i cui genitori, se non regolari, avranno timore di condurli dal medico e sottoporli agli indispensabili controlli pediatrici, per il rischio di essere identificati e denunciati" è espressa dalla Società italiana di pediatria e dal suo presidente Pasquale Di Pietro. Contrari anchei ginecologi. "Questo provvedimento rischia di render ancor più compromessa la situazione di molte madri e dei loro figli, che devono poter contare su un’adeguata assistenza socio-sanitaria", dicono di comune accordo Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), e Giovanni Monni, presidente dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI).

Msf: "Norma pericolosa" - Alle ragioni umanitarie si affiancano quelle sull`emergenza per la salute pubblica avanzate dalle associazioni di volontariato. Per Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia, c`è il rischio di "una pericolosa marginalizzazione sanitaria di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio"  E se la Cgil si prepara a fronteggiare gli effetti dell`emendamento invitando i medici all`"obiezione di coscienza", la Regione Puglia sta studiando un controprovvedimento annunciato dall´assessore alla Sanità, Alberto Tedesco: "Nessuna convenzione con la Regione per i medici di base che non si impegnano a non denunciare i pazienti clandestini".



Author: cosimo colasanto
Pubblicato il 06/02/2009


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