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Pericolo infarto: sono i geni a segnalarlo

“Da qui a cinque anni potrebbe essere possibile sapere se siamo a rischio infarto con una semplice analisi del sangue”. A dichiararlo è Sekar Kathiresan, leader del gruppo di ricerca che ha identificato le tre nuove varianti genetiche associate all`incremento del pericolo di avere un attacco di cuore. La nuova scoperta porta così a nove i geni associati alle cardiopatie.
“È noto – dice Kathiresan – che i disturbi cardiaci si concentrano in alcune famiglie anche perché i loro membri tendono ad assume le stesse abitudini, come ad esempio fumare. Adesso sappiamo che anche l`eredità genetica gioca un ruolo fondamentale”. Lo studio, pubblicato su Nature Genetics, ha seguito 2967 pazienti che hanno sofferto di problemi di cuore in età relativamente giovane (prima dei cinquant`anni per gli uomini e dei sessanta per le donne) e 3075 soggetti sani. I risultati hanno evidenziato che i pazienti con un genoma “sfavorevole” - cioè contenente le varianti genetiche a rischio - hanno maggiori possibilità di avere un infarto.
“Saranno necessari ulteriori studi - precisa Kathiresan – ma sarà molto probabilmente sarà possibile accertare la predisposizione genetica all`attacco di cuore con un test del sangue simile a quello che si fa oggi per misurare il livello del colesterolo”.
Ancora nulla di certo, ma Jay Flatley - amministratore delegato dell`azienda `Illumina` che si occupa di sequenziare il genoma - azzarda, in un`intervista rilasciata al Times, che nel 2019 sarà possibile avere a disposizione la mappa completa dei propri geni e sapere quindi se si è predisposti alle malattie cardiovascolari. Secondo l`esperto, infatti, già tra cinque anni mappare completamente il genoma avrà costi ragionevoli ed enormemente più bassi rispetto a oggi.

di paolo fiore
Pubblicato il 16/02/2009