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Celiachia e bambini: «Aumentano i casi, ma diagnosi in ritardo»

Sempre più casi diagnosticati, anche se non sempre tempestivamente. Sono circa 5 mila all`anno le persone che scoprono di essere affette da celiachia, 2.800 i bambini che nascono affetti dal difetto genetico che li espone all`intolleranza al glutine. Una complicazione che si riflette sull`assorbimento dei cibi, provoca disturbi gastrointestinali, come coliti, magrezza, spossatezza, vomito, mal di testa, incide sulla crescita e con il cattivo assorbimento dei nutrienti può causare anemia. Una diagnosi precoce è l`unico strumento in grado di regolare l`alimentazione adottando cibi privi di glutine, ma anche la sensibilizzazione di medici e pediatri rispetto al problema, tema al centro del Convegno "Gastroped 2009" che prevede una serie di incontri di gastroenterologia pediatrica, medica e chirurgica.
In particolare, sono proprio i primi anni di vita i più importanti per l`organismo. «In Italia si calcola che l`incidenza dei casi di bambini celiaci sia di 1 su 180 - dichiara la dietista Gloria Scarparo, - ma si tratta di dati in continuo aumento". Il ruolo del medico di riferimento e del pediatra di base diventa quindi fondamentale per arrivare ad una diagnosi precoce di questa patologia "adottando uno stile alimentare corretto, totalmente privo di glutine, unico vero presidio terapeutico". Essere costretti ad adottare una dieta così rigorosa. "Per questo, i medici devono essere anche informati sulle diverse soluzioni alimentari oggi disponibili sul mercato - continua Scaparo -, per consigliare ai genitori dei piccoli celiaci gli alimenti più datti per poter condurre una vita normale e in buona salute".
La celiachia è un patologia cronica del tratto intestinale che si manifesta con un`intolleranza, permanente, ma reversibile, al glutine contenuto nel frumento, nell`orzo, nella segale, nell` avena, e nel farro. L`intolleranza al glutine causa gravi lesioni alla mucosa dell`intestino tenue, con conseguente infiammazione cronica e atrofia dei villi intestinali, che regredisce eliminando per sempre il glutine dalla dieta. L`unica terapia efficace attualmente è infatti una dieta che esclude alimenti a base di farina, come pane e dolci, ma anche cibi che nella loro fabbricazione possono essere stati contaminati da piccole quantità di glutine.
La ricerca, oltre a studiare la trasmissione genetica del disturbo - esiste infatti un certo grado di familiarità nella patologia - sta cercando soluzioni per curare il malassorbimento. Un aiuto, imprevisto, potrebbe venire dagli stessi cereali, grazie all`individuazione di un peptide presente proprio nel frumento che potrebbe avere un ruolo nel "correggere" la reazioen avversa del sistema immunitario.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 13/02/2009