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Paziente in coma: l’ok del San Matteo al prelievo del seme

Un caso di coscienza, ma anche, a quanto pare, il primo capitolo di una storia destinata a entrare nelle aule di giustizia. Sarà infatti eseguito il prelievo del liquido seminale dal paziente in coma dal quale la compagna vuole avere un figlio. Il via libera è arrivato dalla Fondazione Policlinico San Matteo, nella cui struttura di rianimazione è ricoverato l`uomo. Ma non sarà l`istituto lombardo a prelevare il seme, bensì l`Azienda ospedaliera di Padova.
Il caso - Il 30 gennaio arriva alla Direzione sanitaria del San Matteo la richiesta, espressa "verbalmente", da parte di una donna di Vigevano. Il compagno trentacinqueenne si trova ricoverato nella struttura complessa di Rianimazione. È in coma, ma lei vorrebbe avere un figlio tramite la fecondazione assistita. Prima che sia troppo tardi. Lo fa attraverso la nomina di un amministratore di sostegno. Così prevede la legge, quando c`è un paziente non in stato di coscienza soggetto ad un trattamento sanitario. Norme alla mano, la Fondazione che dirige il nosocomio spiega che la procedura non può essere eseguita "non essendo il paziente in grado di esprimere un valido consenso alla procedura". Pur rispettata la procedura legale, la richiesta non può essere esaudita "in quanto non finalizzata ad un trattamento diagnostico e/o terapeutico correlato alla gestione clinica del malato". Altro ostacolo di natura pratica. Il San Matteo, precisano i vertici aziendali, "non è dotato delle attrezzature nè delle autorizzazione occorrenti alla conservazione del liquido seminale".
I limiti della legge - Il caso eccezionale si scontra anche con un altro limite. La normativa italiana. La legge 40 è chiara, sostiene la Fondazione nell`esprimere il diniego: la normativa attuale "impedisce l’uso di liquido seminale per inseminazione in situazioni diverse da coppia eterosessuale con problemi di sterilità, in grado di esprimere un consenso valido". Da una parte, quindi, la necessità di una volontà espressa e precisa, dall`altro l`accesso alle tecniche di procreazione assistita possibile solo in presenza di una diagnosi di infertilità. Non sono previste deroghe. Tuttavia se la fecondazione, stando ai pareri correnti, è praticamente vietata, non altrettanto il prelievo e la conservazione degli spermatozoi.
Il via libera - La richiesta del tutore legale dell`uomo può quindi essere eseguita. I contatti con Padova sono positivi. Oggi il via libera. Il San Matteo,  vista "la disponibilità a effettuare il prelievo di liquido seminale al paziente ricoverato in stato di coma" ha autorizzato l`ospedale veneto a eseguire la procedura "con una propria équipe, in piena autonomia, nel rispetto delle norme vigenti in materia". Il caso non è chiuso. Adesso toccherà ai tribunali decidere se sia possibile ricostruire, con testimonianze e documenti, la volontà dell`uomo di diventare padre.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 16/02/2009