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Stretching in alta quota: i consigli di Lancet contro i «mali d’aereo»

Finestrino o corridoio? Pare che in aereo il posto non sia solo una questione di panorami spettacolari e città viste dall`alto, sostiene la rivista The Lancet. Il primo dei consigli dei ricercatori è infatti di prestare particolare attenzione e di scegliere i sedili più esterni, che consentono maggiore libertà di movimento e permettono di sgranchirsi le gambe più frequentemente.
Due miliardi di passeggeri - Nelle cabine pressurizzate, in viaggio tra una città e l`altra, si trascorre sempre più tempo: sono circa due miliardi le persone che ogni anno salgono a bordo di un aereo per voli che possono durare anche 18 ore di fila. Aumenta anche l`età media dei viaggiatori: più persone anziane a bordo vuol dire più individui a rischio. Nei boeing stipati di viaggiatori l`apporto di ossigeno non può che diminuire, mentre cresce la possibilità di accusare un peggioramento della salute nei passeggeri con patologie preesistenti.
Stretching aereo - Business o economica, non fa molta differenza: l`immobilità forzata fa male comunque e gli studi hanno individuato in particolare un`incidenza di tromboembolia venosa maggiore nei soggetti a rischio che avevano affrontato viaggi aerei di 8 ore o più. Piccoli suggerimenti legati al buon senso: i ricercatori consigliano di mantenersi idratati, di cambiare spesso posizione, di alzarsi più spesso possibile, di fare esercizi di irrigidimento e rilascio dei muscoli delle gambe, di diminuire l`assunzione di caffè e alcolici.
Infezioni dal cielo - I problemi non sono solo legati all`età: condividere per lungo tempo lo stesso angusto ambiente può essere una delle cause dello sviluppo e del contagio di malattie infettive e pandemie. The Lancet ricorda, per esempio, che dopo l`11 settembre, quando gli americani viaggiarono di meno in aereo, l`influenza si diffuse in ritardo e più lentamente negli Stati Uniti.
Kit per gli sos - Hostess, stewart e piloti sono comunque preparati ad ogni evenienza: il personale di bordo ha a disposizione kit di emergenza, defribillatori cardiaci nel caso di voli molto lunghi, e per superare le urgenze più complicate di norma mantiene un contatto con un centro di assistenza di telemedicina a terra.

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Pubblicato il 23/02/2009