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Fast food e poco verde: così i quartieri sono a rischio-ictus

Pare che resistere davanti a un cheeseburger con patatine sia veramente arduo. Tanto più se fast food e locali take-away si trovano nei dintorni delle nostre case. Ma attenzione: secondo una recente ricerca dell’Università del Michigan, coloro che vivono in quartieri che abbondano di fast food sembrano essere più esposti al rischio di ictus rispetto a coloro che vivono in zone in cui la presenza di questi locali è scarsa.
Analizzando più di 1200 casi di ictus verificatisi in una contea del Texas tra il 2000 e il 2003, i ricercatori hanno rilevato infatti come gli abitanti dei quartieri che contano 33 o più fast food abbiano il 13% delle probabilità in più di soffrire di ictus. Ma c’è di più: lo studio ha infatti rilevato anche come per ogni fast food presente in un quartiere la probabilità di incorrere nell’ictus aumenti dell’1% per ogni abitante.   
I risultati della ricerca, avvertono però i ricercatori, fanno emergere una correlazione che non necessariamente indica un rapporto di causa-effetto tra l’abbondante offerta di questo tipo di ristoranti e il rischio di ictus: “Non stiamo dicendo che chiunque sia stato colpito da ictus – spiega Lewis Morgenster, che ha guidato lo studio – abbia abusato di hamburger e pollo fritto nel corso della sua vita. Stiamo solo affermando come la presenza di numerosi fast food in un quartiere potrebbe rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare”.
I cibi che si trovano in un fast food, spiegano i ricercatori americani, oltre che essere molto ricchi di grassi, contengono anche dosi elevate di sodio, macrominerale in grado di provocare l’aumento della pressione arteriosa che rappresenta uno dei fattori scatenanti l’ictus.
Tuttavia, commentano gli scienziati, è anche possibile che un’alta percentuale di fast food in un quartiere sia legata alla scarsa presenza di parchi e spazi verdi dove poter trascorrere il proprio tempo libero ed esercitare attività fisica. Il che potrebbe favorire tra gli abitanti l’adozione di comportamenti a rischio come l’abuso di alcool, il fumo di sigarette o l’assenza di sport, fattori in grado di aumentare il rischio di ictus.
“Non siamo in grado di dire se la presenza di fast food aumenti il rischio di ictus per la composizione dei cibi venduti – continua Morgenster – o se l’abbondanza di questi ristoranti sia un marcatore sociale per i quartieri in cui si conducono stili di vita malsani e poco salutari”.

di lidia baratta
Pubblicato il 23/02/2009