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Scorciatoie e tradimenti: la strategia del cervello per capire il linguaggio

Procede principalmente per scorciatoie e presta più attenzione alle proprie aspettative che alle regole grammaticali: è così che funziona il cervello in relazione al linguaggio. Ad affermarlo è un gruppo di psicolinguisti olandesi del Max Planck Institute coordinati da Jos J.A. Van Berkum, secondo i quali il cervello riconosce il significato dei vocaboli ancor prima che vengano pronunciati per intero, e rispetto agli errori grammaticali fa registrare dei picchi di attività cerebrale dovuti al "tradimento" dell`orizzonte di attesa. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Current Direction in Psycological Science.
Parole, parole, parole - intratteniamo quotidianamente conversazioni di ogni genere, dal tempo atmosferico a questioni di lavoro, passando per la cronaca e il menu della cena. Ma il cervello come fa a interpretare ogni frase attribuendole il corretto significato?
La ricerca - Gli scienziati hanno esaminato i tracciati delle onde cerebrali e in particolare i potenziali evento-correlati - event-related potential, ERPs, rapidissimi cambiamenti registrati nell`attività cerebrale in risposta a un certo stimolo come un certo tono di voce o una parola. Dalle rilevazioni di Van Berkum è emerso che chi ascolta un discorso impiega una frazione di secondo a determinare quando una parola è fuori posto: l`ERP generato in risposta a un vocabolo inatteso si manifesta infatti solitamente ancor prima che la parola in questione sia stata pronunciata per intero.
Il contesto comunicativo - Nella comprensione dell`enunciato è poi fondamentale il contesto comunicativo: se l`affermazione non si addice al tono di voce della persona che sta parlando, il cervello rileva ancor più rapidamente l`incongruenza
Le scorciatoie -
“Dal punto di vista linguistico il cervello umano funziona in maniera più disordinata e opportunistica di quanto si creda – spiega Van Berkum – immagazzinando ogni piccolo frammento informativo il prima possibile e anticipando quanto pensa che verrà effettivamente pronunciato”. Sembra che il cervello proceda dunque per scorciatoie e presti più attenzione alle sue aspettative che alle regole grammaticali: una frase corretta fa registrare un picco di onde cerebrali se risulta inattesa.
Ascoltatori distratti -
Conoscenze preziose per tutti coloro che lavorano con le parole: pubblicitari, giornalisti, ma anche politici e professori. Informazioni in più per sottolineare i punti chiave del discorso, e per attirare l`attenzione anche dei più distratti ascoltatori.

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Pubblicato il 25/02/2009