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Il mistero dei capelli grigi: colpa dei radicali liberi, la cura in soia e noci

Non sono gli spaventi improvvisi e neppure la saggezza che avanza. Finalmente gli scienziati hanno trovato la soluzione ad un rompicapo biologico, quello dei capelli grigi. A fare incanutire è infatti il perossido di idrogeno, vale ad dire l`acqua ossigenata, prodotta dai follicoli piliferi che invecchiano. A scoprire il meccanismo i ricercatori di quattro università americane, inglesi e tedesche che hanno pubblicato lo studio sulla rivista della Società di biologia sperimentale (Faseb).
Alla "radice" del problema - Per qualcuno è un simbolo di fascino, per qualcun altro un problema da nascondere. Adesso, però, è quasi certo che lo stress e la dieta non c`entrano. Anche i disturbi endocrini o le interazioni farmacologiche e persino l`inquinamento non sembrano essere responsabili. Nella realtà tutto parte dal cuoio capelluto, quando un enzima viene meno e la melanina non riesce più a fare effetto. Colpa dell`usura e dell`invecchiamento delle strutture follicolari, quelle da cui si sviluppano i capelli. "Non sono solo le bionde a cambiare il colore delle loro chiome con il perossido - ha scherzato il biologo Gerald Weissmann, direttore del Faseb Journal -. Tutte le nostre cellule del cuoio capelluto producono una piccola quantità di perossido che con l`avanzare degli anni diventa più consistenti".
Effetto candeggio - Oltre che per donare un effetto biondo-platino, il perossido è la stessa sostanza che si usa per sbiancare l`argento appannato. Ma qual è il meccanismo che porta ai capelli grigi? Alla base c`è la riduzione dell`enzima catalasi che divide l`acqua dall`ossigeno e non permette la formazione del perossido. Gli studiosi ne hanno capito di più. La causa dell`incanutimento precoce però potrebbe essere anche in un altro enzima che si chiama Msr A e B. Con alti livelli di perossido e bassi livelli di Msr il capello bianco è dietro l`angolo: colpa di un terzo enzima, la tiroxina, utile alla produzione di melanina. È questa la molecola che dà colore ai capelli, ma anche a pelle e occhi.
Antiossidanti per la cura - "Questa scoperta apre nuove finestre sulla prevenzione e sulle possibilità di inversione del processo di invecchiamento", ha detto Weissmann. E in effetti, capito il meccanismo adesso sarà più semplice individuare trattamenti specifici. Prima di tutto limitando l`accumulo di radicali liberi, scorie molecolari che derivano da quello che mangiamo, ma anche dai lavaggi e dalle asciugature frequenti. A fronteggiare la "sindrome da capello bianco", in attesa di preparati specifici, potrebbero pensarci gli antiossidanti naturali. In particolare la L-mietonina, un amminoacido essenziale, che potrebbe essere la cura per la decolorazione. La mietonina si trova già in alcuni integratori vitaminici e viene usato contro i capelli fragili. Gli alimenti che ne contengono di più sono i semi di sesamo, la soia, le noci, il pesce, gli spinaci e le patate, ma è presente anche nei latticini e nei loro derivati.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 26/02/2009

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