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Peperoncino, da afrodisiaco a lenitivo: così «spegne» il dolore

Il peperoncino è irritante? Tutt`altro. Delle sue proprietà stimolanti e afrodisiache si sa tutto, ma non che all`occasione potrebbe anche diventare un calmante. Il peperoncino potrebbe infatti essere in grado di lenire il dolore. È quanto emerge dallo studio pubblicato su PLoS Biology dai ricercatori del Department of Physiology and Biophysical Sciences di Buffalo, secondo cui la capsaicina, un principio attivo presente nel peperoncino, potrebbe influenzare il meccanismo che regola il dolore alleviandolo.
Capsaicina lenitiva - La sostanza, contenuta in alcune creme, è già utilizzata per attenuare i disturbi legati a numerose patologie, da lievi dolori muscolari a disturbi articolari, fino a problemi piuttosto difficili da trattare come l`artrite o il dolore neuropatico. Gli studiosi hanno dunque condotto un esperimento, avvalendosi della capsaicina, per ottenere maggiori informazioni sul modo in cui il sistema-recettore del dolore reagisca agli stimoli dolorosi.
Sulle cellule - In precedenza gli scienziati avevano associato la capacità della capsaicina di alleviare la sofferenza con un lipide definito Pip2, che si trova nella membrana cellulare. Quando viene applicata sulla pelle la capsaicina induce infatti un forte impoverimento delle Pip2 nella membrana.
Diga di neuroni - In seguito alla recente analisi, è invece emerso che la capsaicina agisce legandosi ad un recettore presente nella parete cellulare delle terminazioni nervose e, una volta qui, innesca l`afflusso di ioni di calcio nei neuroni. Secondo i ricercatori il recettore agisce come un "cancello di neuroni" che quando stimolato si apre, lasciando entrare il calcio esterno dentro le cellule, fino al momento in cui il ricevitore si chiude: questo processo è chiamato "desensibilizzazione". Tuttavia, affermano gli esperti, non è ancora chiaro come l`entrata del calcio conduca alla perdita di sensibilità dei neuroni, per cui saranno necessari ulteriori studi per scoprirlo.

di nadia comerci
Pubblicato il 27/02/2009