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Arrabbiarsi con stile:
uno sfogo sul lavoro
aiuta la carriera
Esprimere la propria frustrazione e fare carriera: sembrerebbe non esserci una evidente relazione, eppure uno studio americano ha dimostrato che sul lavoro l’accondiscendenza non è la strategia migliore per guadagnarsi una promozione.
Una ricerca lunga 44 anni - George Vaillant, coordinatore della ricerca condotta dall’Harvard Medical School e pubblicata dall’American Journal of Psychiatry dal 1965 ha studiato i comportamenti di 824 persone e ha notato che coloro che non riescono a comunicare in maniera "educata" e non aggressiva la propria rabbia e hanno la tendenza ad ingoiare il rospo ammettono tre volte più spesso di non essere soddisfatti dal punto di vista professionale e personale rispetto a coloro che invece si arrabbiano in modo “costruttivo”.
Tutti si arrabbiano - “I soggetti assertivi e rispettosi sono soliti mantenere la propria posizione, – spiega Vaillant – mentre le emozioni negative sono spesso di cruciale importanza per la sopravvivenza e il successo. La rabbia fa parte del patrimonio emozionale di ognuno, ma gli individui che imparano ad esprimere i propri sentimenti evitando esplosioni d’ira e scatti autodistruttivi di furia incontrollata hanno raggiunto risultati davvero notevoli in termini di crescita emozionale e salute mentale”.
Diminuire il ricorso a psicofarmaci - Provare a comunicare i sentimenti negativi, quindi, sarebbe la strategia migliore per tenersi stretto il posto di lavoro e guadagnarsi il rispetto e la stima di capo e colleghi. Vaillant suggerisce infatti di non seguire l`attuale tendenza a ricorrere a sedativi e ansiolitici per arginare gli sfoghi emotivi.
Non solo "buoni sentimenti" - Alzare un po’ la voce per catturare l’attenzione dell’interlocutore e ottenere un utile cambiamento di una situazione che risulta frustrante, questo il consiglio degli psicologi americani: rabbia, paura e ansia, piuttosto che metterle a tacere, bisogna imparare a gestirle.
(aggiornato il 06-03-2009)
Una ricerca lunga 44 anni - George Vaillant, coordinatore della ricerca condotta dall’Harvard Medical School e pubblicata dall’American Journal of Psychiatry dal 1965 ha studiato i comportamenti di 824 persone e ha notato che coloro che non riescono a comunicare in maniera "educata" e non aggressiva la propria rabbia e hanno la tendenza ad ingoiare il rospo ammettono tre volte più spesso di non essere soddisfatti dal punto di vista professionale e personale rispetto a coloro che invece si arrabbiano in modo “costruttivo”.
Tutti si arrabbiano - “I soggetti assertivi e rispettosi sono soliti mantenere la propria posizione, – spiega Vaillant – mentre le emozioni negative sono spesso di cruciale importanza per la sopravvivenza e il successo. La rabbia fa parte del patrimonio emozionale di ognuno, ma gli individui che imparano ad esprimere i propri sentimenti evitando esplosioni d’ira e scatti autodistruttivi di furia incontrollata hanno raggiunto risultati davvero notevoli in termini di crescita emozionale e salute mentale”.
Diminuire il ricorso a psicofarmaci - Provare a comunicare i sentimenti negativi, quindi, sarebbe la strategia migliore per tenersi stretto il posto di lavoro e guadagnarsi il rispetto e la stima di capo e colleghi. Vaillant suggerisce infatti di non seguire l`attuale tendenza a ricorrere a sedativi e ansiolitici per arginare gli sfoghi emotivi.
Non solo "buoni sentimenti" - Alzare un po’ la voce per catturare l’attenzione dell’interlocutore e ottenere un utile cambiamento di una situazione che risulta frustrante, questo il consiglio degli psicologi americani: rabbia, paura e ansia, piuttosto che metterle a tacere, bisogna imparare a gestirle.
(aggiornato il 06-03-2009)
di (06/03/2009)

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