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Nel 2010 il primo bebè creato su misura Condanna dal Vaticano

Si pensava potesse restare una pratica confinata nei libri o nei film di fantascienza. Invece la nascita di bambini da embrioni scelti in base a caratteristiche fisiche, come il colore degli occhi o dei capelli, sembra appartenere ormai alla realtà. Secondo la BBC, infatti, entro il prossimo anno nel Fertility Institute di Los Angeles potrebbe nascere il primo bambino creato in base ai gusti estetici dei genitori. "Un atto contro la dignità umana", secondo il Vaticano, che ha subito condannato la pratica che seleziona a scopi eugenetici gli embrioni destinati alla nascita.
Bebè "à la carte" - La clinica californiana finita nel calderone delle polemiche, oltre a fornire già un servizio per la scelta del sesso del nascituro, si propone per il futuro di offrire la possibilità di selezionare in anticipo, attraverso la diagnosi genetica preimpianto, anche caratteristiche fisiche come il colore dei capelli o quello degli occhi. “Non si tratta di una strada pericolosa – ha dichiarato alla BBC Jeff Steinberg, direttore della clinica – ma piuttosto di una strada irregolare”.
La condanna del Vaticano - Alcune coppie potrebbero desiderare un figlio dalla carnagione più scura per evitargli il rischio di melanoma, ha aggiunto Steinberg, o più semplicemente potrebbero preferire un colore di capelli piuttosto che un altro per motivi puramente estetici. Per il momento, assicura il direttore della clinica, l’intervento "estetico" si potrà però richiedere solo se i test genetici degli embrioni evidenziano anomalie cromosomiche. Dura la condanna da parte di monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, che ha definito la scelta anticipata dei tratti fisici del bebè in arrivo una “operazione scorretta e lesiva della dignità della prole, che intende manipolare il corpo, dominarlo e farlo uscire secondo i propri gusti”.
Antinori-choc - Intanto, mentre di divampano le polemiche sui bebè ‘ordinati’ in base alle proprie preferenze, il ginecologo Severino Antinori, in una intervista rilasciata al settimanale Oggi dichiara di aver contribuito “a far nascere tre bambini con la tecnica della clonazione umana per fini riproduttivi”. I bambini, due maschi e una femmina di 9 anni, secondo quanto riferisce il ginecologo vivrebbero oggi nell’Est Europa. “Sono contrario alla clonazione degli esseri umani in sé per sè – ha dichiarato Antinori -. Preferisco parlare di terapie innovative, di riprogrammazione genetica, anche per produrre cellule staminali autologhe destinate a riparare i danni provocati dalle malattie degenerative”.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 03/03/2009