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Cervello più grande e memoria più viva: merito del fitness

Mens sana in corpore sano. Sono passati quasi 2000 anni dalla nascita di questo proverbio, ma è tuttora valido: l`attività fisica migliora le performance cerebrali. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Hippocampus dai ricercatori delle università dell`Illinois e di Pittsburgh, secondo cui il fitness aumenterebe le dimensioni strutturali del cervello, determinando un miglioramento della memoria.
L`ippocampo - L` ippocampo è una struttura cerebrale responsabile del 40 % delle funzioni mnemoniche: risulta essenziale per la formazione dell`individuo, per l`orientamento nello spazio e per diversi tipi di memoria relazionale. Se venisse rimosso, spiegano i ricercatori che hanno condotto lo studio, si annullerebbe anche la capacità di memorizzare in modo corretto le nuove esperienze. Le dimensioni di quest`area cerebrale sono molto importanti: l`ippocampo più è grande, meglio funziona. Con l`età tende a ridursi, determinando anche nei casi fisiologici un lieve, ma significativo, declino cognitivo.
La ricerca - L`analisi è stata condotta sulle scansioni cerebrali di 165 persone di età compresa tra i 59 e gli 81 anni. Tramite l`utilizzo della risonanza magnetica gli studiosi hanno realizzato un`analisi volumetrica delle aree a destra e a sinistra dell`ippocampo dei soggetti, che in seguito sono stati sottoposti a test sull`orientamento spaziale.
I risultati - Dallo studio è emersa una significativa associazione tra l`attività fisica dei partecipanti e la loro abilità mnemoniche. Non solo. Gli studiosi hanno rilevato anche un`evidente correlazione tra esercizio fisico e dimensioni dell`ippocampo: i soggetti che svolgevano una regolare attività fisica avevano infatti un ippocampo più grande e un maggiore spazio per la memoria, e mostravano capacità mnemoniche più efficienti.
L`attività fisica - Non serve solo a sentirsi giovani, dunque: secondo i ricercatori, infatti, mantenere uno stile di vita dinamico anche in tarda età può servire non solo a restare in forma e scacciare gli acciacchi della vecchiaia, ma anche a rafforzare la memoria e la capacità di apprendimento, ritardando il declino cognitivo.

di nadia comerci
Pubblicato il 06/03/2009