Capire senza sentire,
come comunichiamo
in discoteca?
Discutere con un amico o un’amica nel corso di una festain discoteca potrebbe sembrare un’impresa difficoltosa. Ma perché riusciamo a comunicare anche quando non sentiamo perfettamente cosa stia dicendo il nostro interlocutore? Secondo una recente ricerca condotta dal Baylor College of Medicine di Houston e dal City College di New York, sarebbero le informazioni fornite dal viso del nostro amico che permettono di comprendere, nonostante la ridotta qualità del canale sonoro di comunicazione, ciò di cui sta parlando. L’informazione visiva, spiegano i ricercatori, agirebbe quindi sulla capacità uditiva migliorando la comprensione delle parole pronunciate. Cervello a due canali - “Supponiamo di essere dei detective – spiega Wei Ji Ma, coordinatore della ricerca – e di avere davanti due testimoni di un crimine: uno è molto preciso e credibile, l’altro di meno. Ecco, il cervello si comporta allo stesso modo: prende le informazioni da entrambi i canali, visivo e sonoro, cercando di comprendere al meglio il significato delle parole”. Integrando le informazioni ottenute dalla mimica facciale e dai movimenti delle labbra di chi abbiamo di fronte con gli stimoli del canale sonoro, spiegano gli scienziati, il cervello interpreterebbe quindi ciò che le nostre orecchie non percepiscono alla perfezione. Labbra come orecchie - “Chi è dotato di un udito normale – continua Ji Ma – possiede, nella maggior parte dei casi, anche un’ottima capacità di lettura del labiale. Ecco perché nelle situazioni rumorose la lettura dei movimenti delle labbra può migliorare la comprensione delle messaggio dal 10 al 60%”. Tuttavia, spiegano i ricercatori, quando l’ambiente circostante è molto rumoroso anche la lettura labiale può risultare poco efficace. “Un minimo livello di percezione del segnale sonoro – aggiunge Ji Ma – è necessario perché la lettura del labiale possa aiutare a costruire correttamente i significati”. L`esperimento con i cartoons - Dopo aver effettuato una serie di esperimenti attraverso l’utilizzo di video sottoposti ai campioni di volontari, i ricercatori hanno messo a punto una sorta di modello matematico in grado di predire, in base al livello del rumore di sottofondo, se il soggetto sarà o meno in grado di comprendere la parola esatta pronunciata dall’interlocutore. Dai test effettuati, scrivono gli scienziati su Plos One, sarebbe emerso come l’informazione visiva possa fornire un grande vantaggio per la comprensione delle informazioni acustiche, soprattutto in presenza di un rumore moderato in sottofondo. Sorprendentemente, però, anche utilizzando immagini di cartoni animati, con espressioni facciali poco espressive, le informazioni visive si sono rivelate molto utili per la comprensione dei significati verbali.
Tuttavia, concludono i ricercatori, anche quando venivano mostrate immagini di visi che pronunciavano parole diverse da quelle prodotte dal sonoro, il cervello era portato a integrare le due informazioni per comprendere il giusto significato delle parole.
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