Sesso, oltre la chirurgia:
studio italiano
per allungare il pene
Non è un capriccio. Anche se somiglia ad un trattamento estetico per latin-lover impenitenti, il sistema che estende la lunghezza del pene sperimentato dai ricercatori dell`Università di Torino all`ospedale Le Molinette è un vero presidio medico. Messo alla prova per sei mesi su un gruppo di volontari ha dimostraro di riuscire ad allungare l`organo maschile di circa un terzo, sia a riposo che in erezione. Dagli spot alla corsia - Diffidare, quindi, dai messaggi pubblicitari che piovono via mail e degli spot d`oltreoceano. Se negli Stati Uniti simili strumenti vengono proposti fuori dal controllo medico, solleticando il narcisismo maschile con slogan infarciti di parole come "vigore" e "potenza sessuale", in molti casi condizioni morfologiche e di sviluppo dell`organo influenzano negativamente sesso e psiche. Malfomazioni che possono essere trattate chirurgicamente, con conseguenze non indolori. Il dispositivo - Lo studio che si è meritato la pubblicazione sul British Journal of Urology International promette invece di essere essere un`alternativa a bisturi ed anestesia. Assenti anche i farmaci. I 21 volontari hanno indossato l`estensore composto da un anello di plastica, due bacchette mobili per modulare la trazione e una banda di silicone per tenere il pene in posizione. "Dei 21 pazienti, molto motivati e con un`età media di 47 anni - spiega Paolo Gontero, uno dei ricercatori - 16 hanno completato il percorso dei 12 mesi di studio". Si indossa cinque ore al giorno - La prima tappa è stata una consulenza psicosessuale, per accertarsi che il trattamento fosse davvero utile e necessario. "Agli uomini è stato chiesto di indossare il dispositivo Andro-Penis tra le quattro e le sei ore al giorno - chiarisce l`urologo - per un periodo di sei mesi". Solo in cinque casi i volontari hanno desistito, a causa di dolori e infiammazioni o perché non riuscivano a seguire correttamente il protocollo approntato dai medici. Per gli altri i mesi di sacrifici non sono trascorsi invano: il risultato, spiegano i medici dell`ospedale torinese, è stato un effettivo allungamento del 31 per cento a riposo e nei momenti di maggiore eccitazione sessuale del 36 per cento. L`unico parametro a non modificarsi significativamente nel tempo è stata la circonferenza. Le alternative - "Attualmente sono disponibili procedure chirugiche che consentono di estendere le dimensioni o di ingrandire la circonferenza - spiega Gontero -, ma presentano una serie di svantaggi, rischi di complicanze e l`insoddisfazione del paziente". Cosa che non è avvenuta nella sperimentazione: tutti i pazienti che hanno portato a termine il protocollo hanno giudicato positivamente i risultati conseguiti. I limiti della chirurgia - Sul mercato le offerte per incrementare la misura del pene sono tante, spesso non sottoposte a rigidi criteri di valutazione. "La stessa chirurgia - aggiunge l`urologo - secondo l`orientamento degli specialisti americani viene consigliata solo a pazienti con pene a riposo al di sotto dei 4 centimetri e quindi molti uomini che cercano aiuto non soddisfano i criteri clinici richiesti per l`intervento". Lo studio torinese, ad esempio, riguardava quasi tutti uomini con dimensioni superiori ai 4 centimetri e in buona parte con problemi di disformia o che avevano subito un`operazione chirurgica per correggere un`eccessiva curvatura.
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