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Celiachia e diagnosi precoce: medici di base e pediatri a confronto a Bologna

Sono 75.000 le persone che soffrono di celiachia, una patologia cronica del tratto intestinale che, in soggetti geneticamente predisposti, si manifesta come intolleranza alimentare permanente al glutine, sostanza lipoproteica contenuta nei cereali, quali frumento, orzo, farro e segale.
Una patologia sottostimata -
Ben 500.000 invece sono ancora coloro che aspettano una diagnosi: questi i dati di riferimento da cui prenderà le mosse il corso di formazione sulla malattia celiaca in programma il 7 marzo a Bologna.Il convegno -  Parteciperanno al corso, dal titolo "Il punto sulla celiachia a 30 anni dalla nascita dell`Associazione Italiana Celiachia: novità e conferme", 400 esperti tra medici generali e pediatri di famiglia, i primi referenti dei soggetti affetti dal disturbo. All`analisi dei dati epidemiologici seguirà l`illustrazione dei più attuali metodi di diagnosi, sia per soggetti in età pediatrica che per gli adulti.L`intolleranza al glutine - La celiachia è causata da una risposta alterata del sistema immunitario al glutine, che viene aggredito come una sostanza estranea dai linfociti che in tal modo lesionano le mucose dell`intestino tenue, con conseguente infiammazione dei villi intestinali. Unico rimedio, quindi, è attualmente eliminare il glutine dalla dieta.Diagnosi precoce e terapia - Individuata la patologia, è necessario che i dottori sappiano indirizzare i loro pazienti al corretto iter terapeutico: fondamentale il ruolo di una dieta gluten free e il rispetto di abitudini igienico-alimentari che evitino il contatto con il glutine per chi soffre di questa intolleranza. Questi gli unici rimedi, insieme a una diagnosi tempestiva, per garantire ai pazienti una migliore qualità della vita. Entrano in gioco a questo punto gastroenterologici e dietisti, che spesso vengono penalizzati da un percorso clinico non corretto che ritarda il loro intervento. La sensibilizzazione di medici di base e pediatri è quindi un passo necessario per il riconoscimento precoce della patologia e il conseguente intervento terapeutico.

di c.s.
Pubblicato il 07/03/2009

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