Logo salute24

Testamento biologico: il nodo nutrizione arriva in Commissione

Dopo i punti di "condivisione", la parentesi di dialogo tra maggioranza e opposizione, si torna allo scontro in Commissione Sanità al Senato. In ballo c`è l`articolo più delicato del disegno di legge sul testamento biologico, il quinto. La linea di confine su cosa si intenda, dal punto di vista medico, per nutrizione e idratazione artificiali spacca e separa i due partiti maggiori, Pd e Pdl, e fa affiorare mugugni anche al loro interno.
L`articolo 5 del testo Calabrò, quello all`esame, ha un corollario di emendamenti che dovrebbero prepararlo all`approvazione definitiva in Aula. Adesso si presenta così: alimentazione e idratazione "sono forme di sostegno vitale", escluse quindi dalla "dichiarazione anticipata di trattamento". In altre parole, se passasse in questa versione non si potrà mettere la firma sotto un biotestamento che dica un "no anticipato" al sostentamento negli ultimi giorni. Il vicecapogruppo dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, promette che "il linguaggio comune" con l`opposizione proseguirà, ma "in una materia che considera il limite tra la vita e la morte non può essere certo tutto relativo". Quindi avanti con il testo così com`è.
Il Pd si presenta in Comissione con due posizioni, una prevalente e una minoritaria. Quello a firma Anna Finocchiaro riprende la mozione presentata in aula e apre il biotestamento alla possibilità di anticipare condizioni "eccezionali" nelle quali si può ritirare il consenso all`alimentazione e nutrizioni artificiali, "che sono certamenti atti medici", sostiene il presidente dei senatori del Pd. L`altro è la proposta di Francesco Rutelli: il rifiuto al sostentamento non può essere anticipato, ma può essere interrotto dopo la valutazione delle condizioni del paziente, in accordo tra medico curante e familiari. L`attesa è sulla tenuta dei senatori del Pd sull`emendamento principale. Il presidente dei senatori, Anna Finocchiaro, contrattacca: "Anche nel Pdl ci sono posizioni differenti, ma non si usa la stessa ferocia che c`è contro di noi". I pronostici sono aperti. Di sicuro chi nel partito si è astenuto in Aula, ragiona Dorina Bianchi, capogruppo Pd in Commissione, lo farà ancora. "Io ho votato a  ho votato la mozione - spiega - e quindi voterò favorevolmente, pur non avendola firmata". I radicali, per contro, continuano la battaglia via web e chiamano i cittadini a rivestire il ruolo di senatori per un giorno scrivendo sul sito dell`associazione "Luca Coscioni" i loro emendamenti alla legge.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 11/03/2009