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Ritaglio

Anoressia e bulimia
Martini: «Nuove regole
per i trattamenti coatti»

"Un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) che sia maggiormente flessibile nell`essere applicato, caratterizzato da aspetti procedurali più snelli, e quindi da minore burocrazia, e che riservi più attenzione sul piano clinico al paziente, con particolare attenzione alla continuità terapeutica all`interno di strutture specificamente dedicate. È a un Tso di questo tipo che stiamo lavorando": ad affermarlo a Salute24 è il sottosegretario al Welfare Francesca Martini a margine della conferenza-dibattito tenutasi a Roma "Le cure coercitive nell`anoressia e nella bulimia nervose" organizzata dalla Sisdca (Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare). Durante l`incontro il sottosegretario al Welfare ha parlato dell`importanza del trattamento sanitario obbligatorio ma, nello stesso tempo, ha anche evidenziato le difficoltà dell`attuazione dell`attuale procedura, eccessivamente appesantita dalla burocrazia che la regola. "Il nostro obiettivo - continua l`onorevole - è dar vita a un Tso specificamente dedicato, con apposite strutture, sotto il faro di scienza e coscienza, basato sulla centralità della persona".
I disturbi del comportamento alimentare - Le ultime statistiche proposte dalla Sisdca affermano che i disturbi del comportamento alimentare (Dca) costituiscono la prima causa di morte tra le giovani tra i 12 e i 25 anni, e che in Italia si stima siano malate di anoressia e bulimia nervosa 3 adolescenti ogni 1000, per un totale di circa 150-200 mila giovani.
Il Tso - Il trattamento sanitario obbligatorio dispone che una persona possa essere sottoposta a cure psichiatriche contro la propria volontà. È un provvedimento che viene emanato dal sindaco in presenza di due certificazioni mediche che attestino che la persona si trova in una situazione mentale di alterazione tale da necessitare di urgenti interventi terapeutici, che gli interventi precedentemente proposti sono stati rifiutati, e che non è possibile adottare misure extraospedaliere. Normalmente il ricovero avviene nei reparti di psichiatria degli ospedali (Spdc - Servizi psichiatrici diagnosi e cura). Secondo i dati della Sisdca, il Tso in Italia viene applicato molto raramente, circa quindici volte meno di quanto non accada nei paesi anglosassoni. L`opinione diffusa, infatti, è che nella maggior parte dei casi di rifiuto delle cure il Tso non possa essere applicato. 
I pazienti atipici - Il Tso, spiegano gli esperti della Sisdca, trova in particolare difficile applicazione nei pazienti atipici, come le adolescenti affette da anoressia nervosa: in particolare, sottolinea il sottosegretario al Welfare, "a mancare è la continuità delle cure". Per patologie come l`anoressia le pazienti vengono infatti solitamente seguite da esperti in Disturbi del comportamento alimentare (Dca). Questi ultimi, però, sono professionisti diversi da quelli che operano nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) che accolgono l`eventuale ricovero per Tso. Questi ultimi, continuano gli esperti della Sisdca, spesso non sono a conoscenza dei problemi tipici dei disturbi alimentari, e non sono sempre preparati a trattare la grave malnutrizione che caratterizza i malati di anoressia e bulimia. E infine, anche quando il trattamento dà vita a risultati positivi, il ritorno - come previsto dalla normativa - alle strutture o ai medici che hanno richiesto il trattamento interrompe la continuità terapeutica.
La multidisciplinarietà: gli obiettivi - È per ovviare a questo continuo rimbalzare di pazienti tra le diverse strutture "che si devono riabituare gli operatori alla multidisciplinarietà - spiega l`onorevole Martini -. Dobbiamo realizzare strutture specialistiche dedicate che siano in grado di accogliere questi malati e di seguirli lungo tutto l`iter terapeutico, secondo il principio della continuità di trattamento". Per raggiungere questi obiettivi, conclude il sottosegretario al Welfare, "stiamo già lavorando alla riforma della legge 180 del 1978, che istituì il trattamento sanitario obbligatorio. Ed è già in cantiere una mappatura del territorio per capire la diffusione di queste patologie ed evidenziare le carenze strutturali".

di Miriam Cesta (12/03/2009)

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