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La mente a nudo: uno scanner è in grado di leggere i pensieri

Leggere la mente non è più solo un affare da fattucchiere: ci sono riusciti anche gli scienziati dello University College di Londra. Tarocchi e palle di cristallo hanno definitivamente lasciato il posto a un molto più scientifico ma altrettanto meno romantico scanner cerebrale.
Più ipnotico di Giucas Casella e più telecinetico di Uri Geller , lo “stregone” del terzo millennio in realtà non ha nulla di paranormale: fmri (questo il nome dello scanner che indugia tra i nostri pensieri) riesce a leggere la mente grazie all’osservazione del flusso sanguigno e dell’attività dei neuroni nell’ippocampo, una specifica area del cervello deputata alla memoria. “Ci siamo chiesti – spiegano gli autori della ricerca Demis Hassabis e Eleonor Maguire – se fosse possibile intercettare i pensieri di un altro individuo (e in particolare quelli relativi alla sua memoria spaziale) semplicemente osservano la sua attività cerebrale”. Quando ci muoviamo in un ambiente, infatti, ci sono alcuni neuroni dell’ippocampo che, attivandosi, ci comunicano dove siamo. “Abbiamo fatto esplorare ad alcuni soggetti un ambiente virtuale – dicono gli autori. Dopo di che, raccogliendo dati sulle variazioni del flusso sanguigno e sull’attività dell’ippocampo e  analizzandoli attraverso un algoritmo, siamo stati in grado di capire in quale luogo della mappa virtuale si trovasse il soggetto”. In altre parole è stato “letto” un ricordo legato a uno specifico ambiente.
Lo studio londinese, smentendo ricerche precedenti, ammette quindi la possibilità di predire l’attività dei  neuroni presenti nell’ippocampo e quindi di leggere la mente. Ma non solo: “Capire il modo in cui l’uomo registra i ricordi e li immagazzina nell’ippocampo – afferma Hassabis -è importante anche per comprendere meglio i disturbi della memoria, come il morbo di Alzheimer.
(aggiornato il 16-03-2009)

di paolo fiore
Pubblicato il 14/03/2009