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Nuovi dubbi sul cancro alla prostata: «L'intervento non allunga la vita»

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Un robot per la prostata:
«Così si superano
tumore e impotenza»

Entrare in sala operatoria con una diagnosi di tumore alla prostata fa pensare subito al dopo. Anche l`intervento perfetto nasconde, ad esempio, i rischi di compromettere i nervi che consentono l`erezione. Il primo obiettivo è naturalmente rimuovere il tumore: con i controlli periodici dopo i cinquant`anni è più facile "prenderlo" allo stadio iniziale. L`intervento è ora più soft e meno invasivo. Merito del robot che si allea con il chirurgo. Non sostituisce l`uomo, ma ne moltiplica le capacità. Nella settimana per la prevenzione della prostata Salute24 ne ha parlato con Vito Pansadoro (nella foto), presidente della Fondazione Vincenzo Pansadoro e direttore della divisione di urologia.
Il bisturi, nel caso dei tumori alla prostata, è andato in pensione. "Prima che nel 1997 Richard Gaston sviluppasse la tecnica laparoscopica contro il tumore alla prostata si operava a cielo aperto", spiega Pansadoro. La prostatectomia radicale laparoscopica ha rivoluzionato la metodica perché "non serviva più un`incisione grande, c`erano meno perdite di sangue e più precisione", aggiunge lo specialista.
La vera novità nella lotta al cancro è stato l`arrivo del robot. Il 2001 è la data in cui in sala operatoria entra Da Vinci. Il professor Pansadoro è stato tra i primi a portarlo in Italia. Del genio fiorentino, oltre al nome, questo strumento iper-tecnologico condivide la versatilità: "Può compiere fino a sette movimenti, mentre con la laparoscopia ne erano possibili solo 4 - chiarisce l`esperto -. Caratteristica fondamentale è l`ingrandimento del campo operatorio dalle 10 alle 15 volte". Il robot diventa una specie di appendice del chirurgo, potenziandone la capacità di scrutare i tessuti e di individuare i punti di incisione con maggiore precisione. Una tecnica minimamente invasiva "con la quale si riducono i dolori post-operatori e non c`è perdita di sangue". Il dispositivo artificiale si avvale di una serie di bracci meccanici, tre oppure quattro, che montano gli strumenti chirurgici (pinze, forbici, aspiratori, divaricatori) e di una consolle dalla quale il chirurgo, utilizzando un sistema ottico a 3 dimensioni, può controllare e comandare a distanza ogni movimento.
La preoccupazione di salvaguardare le funzioni sessuali è affidata invece al nerve sparing. "Si tratta di una procedura che consente di asportare la prostata e i linfonodi risparmiando i fasci nervosi che si trovano intorno alla prostata", chiarisce il chirurgo urologo. Per chi è ancora giovane l`ansia di una sessualità menomata può provocare un forte contraccolpo psicologico. "Il successo della procedura - precisa Pansadoro - è correlata all`età del paziente, ma il taglio è così preciso che garantisce i nervi anche alla distanza di un millimetro dal tumore".

di cosimo colasanto (17/03/2009)

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Commenti dei lettori

    • non disponibile06/02/2010
    • molto interessante