Contro la super-Tbc
un nuovo farmaco
e un bersaglio «magico»
Benzotiazinoni ed enzima Rv3790. La super-Tbc ha due nuovi nemici: una nuova classe di farmaci e un nuovo bersaglio cellulare identificato ad hoc per il farmaco che, insieme, aspirano a sconfiggere anche le forme "super" della malattia, quelle multiresistenti. Alla scoperta, portata avanti da un gruppo di ricerca internazionale, ha dato un fondamentale contributo anche l’Italia con le ricercatrici dell’Università di Pavia, guidate da Giovanna Riccardi: è a loro che si deve l`identificazione del "magico" bersaglio cellulare della nuova classe di farmaci.
La tubercolosi: i ceppi multiresistenti - La Tbc è una malattia infettiva provocata dal batterio patogeno Mycobacterium tuberculosis che ogni anno, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, uccide 3 milioni di persone in tutto il mondo. A rendere il batterio ancora più pericoloso è l`insorgenza di ceppi multiresistenti ai farmaci antitubercolari di prima e seconda generazione: noti scientificamente con le sigle MDR e XDR, questi ceppi costituiscono una minaccia ulteriore per il controllo della malattia proprio a causa della loro resistenza ai farmaci. Secondo l’Oms, infatti, ogni anno si contano nel mondo 490 mila casi di tubercolosi MDR e 40 mila casi di tubercolosi XDR, per i quali ci sono poche speranze di salvezza. Da qui, dunque, l’esigenza di trovare nuovi farmaci e nuovi bersagli terapeutici.
La ricerca - La nuova classe di farmaci antitubercolari, i benzotiazinoni, sono stati sintetizzati da Vadim Makarov, dello State Research Center for Antibiotics di Mosca, e da Ute Möllmann, dell’Hans-Knöll-Institute di Jena. Le ricercatrici di Pavia hanno invece identificato il bersaglio cellulare del nuovo farmaco, l`enzima Rv3790. Questo particolare enzima è essenziale per la vita del Mycobacterium tuberculosis, poiché coinvolto nella sintesi dell’arabinogalattano, un componente principale della parete cellulare micobatterica. La parete micobatterica è a sua volta fondamentale per la sopravvivenza di questo gruppo di batteri, in quanto è molto più spessa rispetto a quella di altri microrganismi, ed è quindi determinante per la resistenza del Mycobacterium tuberculosis agli antibiotici. Rv3790 è importante non solo come target di farmaci appartenenti alla classe dei benzotiazinoni, ma anche come efficace bersaglio terapeutico per disegnare nuovi farmaci antitubercolari specifici.
Finalità diagnostiche, ma non solo - “Con le nostre ricerche - spiega Giovanna Riccardi, responsabile del progetto presso l’Università di Pavia e coordinatrice del gruppo di ricercatori pavesi - abbiamo dimostrato che l’enzima Rv3790 è il bersaglio terapeutico di farmaci appartenenti alla classe dei benzotiazinoni nel patogeno Mycobacterium tuberculosis. Questa scoperta sarà importante sia per fini diagnostici che per studi di nuovi farmaci antitubercolari. “ Infatti, anche se in letteratura sono stati identificati numerosi ipotetici bersagli antitubercolari, la loro validità rimane ancora da dimostrare. La proteina Rv3790 appare invece fondamentale non solo per la vita di patogeni estremamente pericolosi, come il M. tuberculosis e M. leprae, ma anche per microrganismi strettamente correlati quali Corynebacterium, Nocardia e Rhodococcus”.
Dal "proiettile magico" al "bersaglio magico" - In passato l’isoniazide, molecola antitubercolare per eccellenza, è stata definita un “proiettile magico” per la lotta alla tubercolosi. "Alla luce dei risultati ottenuti presso l’Università di Pavia - conclude Riccardi - possiamo affermare che l’enzima Rv3790 è un `bersaglio magico`”.
La tubercolosi: i ceppi multiresistenti - La Tbc è una malattia infettiva provocata dal batterio patogeno Mycobacterium tuberculosis che ogni anno, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, uccide 3 milioni di persone in tutto il mondo. A rendere il batterio ancora più pericoloso è l`insorgenza di ceppi multiresistenti ai farmaci antitubercolari di prima e seconda generazione: noti scientificamente con le sigle MDR e XDR, questi ceppi costituiscono una minaccia ulteriore per il controllo della malattia proprio a causa della loro resistenza ai farmaci. Secondo l’Oms, infatti, ogni anno si contano nel mondo 490 mila casi di tubercolosi MDR e 40 mila casi di tubercolosi XDR, per i quali ci sono poche speranze di salvezza. Da qui, dunque, l’esigenza di trovare nuovi farmaci e nuovi bersagli terapeutici.
La ricerca - La nuova classe di farmaci antitubercolari, i benzotiazinoni, sono stati sintetizzati da Vadim Makarov, dello State Research Center for Antibiotics di Mosca, e da Ute Möllmann, dell’Hans-Knöll-Institute di Jena. Le ricercatrici di Pavia hanno invece identificato il bersaglio cellulare del nuovo farmaco, l`enzima Rv3790. Questo particolare enzima è essenziale per la vita del Mycobacterium tuberculosis, poiché coinvolto nella sintesi dell’arabinogalattano, un componente principale della parete cellulare micobatterica. La parete micobatterica è a sua volta fondamentale per la sopravvivenza di questo gruppo di batteri, in quanto è molto più spessa rispetto a quella di altri microrganismi, ed è quindi determinante per la resistenza del Mycobacterium tuberculosis agli antibiotici. Rv3790 è importante non solo come target di farmaci appartenenti alla classe dei benzotiazinoni, ma anche come efficace bersaglio terapeutico per disegnare nuovi farmaci antitubercolari specifici.
Finalità diagnostiche, ma non solo - “Con le nostre ricerche - spiega Giovanna Riccardi, responsabile del progetto presso l’Università di Pavia e coordinatrice del gruppo di ricercatori pavesi - abbiamo dimostrato che l’enzima Rv3790 è il bersaglio terapeutico di farmaci appartenenti alla classe dei benzotiazinoni nel patogeno Mycobacterium tuberculosis. Questa scoperta sarà importante sia per fini diagnostici che per studi di nuovi farmaci antitubercolari. “ Infatti, anche se in letteratura sono stati identificati numerosi ipotetici bersagli antitubercolari, la loro validità rimane ancora da dimostrare. La proteina Rv3790 appare invece fondamentale non solo per la vita di patogeni estremamente pericolosi, come il M. tuberculosis e M. leprae, ma anche per microrganismi strettamente correlati quali Corynebacterium, Nocardia e Rhodococcus”.
Dal "proiettile magico" al "bersaglio magico" - In passato l’isoniazide, molecola antitubercolare per eccellenza, è stata definita un “proiettile magico” per la lotta alla tubercolosi. "Alla luce dei risultati ottenuti presso l’Università di Pavia - conclude Riccardi - possiamo affermare che l’enzima Rv3790 è un `bersaglio magico`”.
di Miriam Cesta (20/03/2009)
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Commenti dei lettori
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- L`ennesima "risposta ribelle", di una Natura costantemente violata dalla cupidigia umana

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