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Musica per l’ictus: le note di Mozart restituiscono la vista

La "Nona" di Beethoven, un minuetto di Mozart o l’ultimo singolo della pop star del momento: per i pazienti colpiti da ictus ascoltare i brani musicali preferiti potrebbe rappresentare una vera e propria terapia di recupero. Lo sostiene una ricerca dell’Accademia inglese per le scienze, secondo la quale le melodie e le strofe più amate dai pazienti agirebbero da stimolo cerebrale per il recupero dei deficit visivi che si registrano nel 60% dei casi di occlusione cerebrovascolare.
Ictus e vista – I soggetti colpiti da ictus perdono spesso la capacità di gestire gli oggetti presenti nel campo visivo situato al lato opposto dell’area cerebrale danneggiata. Si registrano addirittura casi estremi in cui i malati mangiano solo il cibo che si trova in un determinato lato del piatto o si radono esclusivamente una metà del viso. Sono complicanze, spiegano gli scienziati, causate dal danneggiamento delle aree cerebrali adibite all’interazione tra vista, attenzione e azione, ma non certo di quelle responsabili della capacità visiva.
Lo studio – I ricercatori inglesi hanno esaminato tre casi di pazienti per i quali il "senso" della vista si era ridotto. Facendo compiere loro semplici azioni quotidiane, dapprima ascoltando la propria musica preferita, poi quella ritenuta sgradevole e "inascoltabile", e per ultimo in una situazione di totale silenzio, i ricercatori avrebbero individuato grandi miglioramenti nella gestione del campo visivo “oscurato” proprio durante l’ascolto dei brani musicali prediletti. Dagli esperimenti, spiegano gli scienziati, è infatti emerso che il 65% dei pazienti mostrava enormi progressi nelle capacità visive solo nel corso dell’ascolto della musica preferita. Mentre, se ascoltavano i brani ritenuti spiacevoli, invece, i progressi si riducevano fino al 15%.
Emozioni in musica – I ricercatori ritengono che ascoltare la musica che si ama possa generare emozioni positive, che a loro volta si rivelano utili per incrementare la stimolazione del cervello. Le scansioni cerebrali dei pazienti, infatti, avrebbero confermato come l’ascolto di determinati brani musicali “accenda” le aree legate alla produzione di risposte emotive positive. L’"accensione" di tali aree, ipotizzano gli scienziati, potrebbe essere alla base del miglioramento delle prestazioni visive nel campo visivo “oscurato” dall’ictus. 
 
  

di lidia baratta
Pubblicato il 25/03/2009