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Troppa carne rossa:
in Usa è allarme
«Riscoprire i bolliti»

Bistecca addio? Mangiare carni rosse, stracotte e in eccesso fa male alla salute: lo conferma una ricerca americana, una delle più ampie finora condotte, i cui risultati indicano un sensibile aumento della mortalità in chi preferisce il manzo al pollo.
Lo studio, apparso sugli Archives of Internal Medicine e condotto dal National Cancer Institute, ha coinvolto più di mezzo milione di persone, uomini e donne tra i 50 e i 71 anni ed è cominciato nel 1995: i volontari sono stati intervistati su abitudini alimentari e condizioni di salute. I ricercatori hanno poi seguito le loro sorti tramite gli immensi archivi pubblici in cui viene schedata la mortalità in Usa.
Il risultato - Durante il lungo periodo di monitoraggio, è stata riscontrata una più elevata incidenza di tumori e disturbi cardiovascolari nei soggetti abituati ad un elevato consumo di carni rosse o di provenienza industriale. I dati suggeriscono che l`11% dei decessi degli uomini e il 16% dei decessi delle donne si sarebbero potuti evitare intervenendo soltanto sulla dieta: la carne è la maggiore fonte di grassi saturi, associati al tumore al seno e al colon, e una riduzione nel consumo è legata alla diminuzione dei fattori di rischio per il cuore, quali pressione alta e alti livelli di colesterolo.
Ritornare ai bolliti - "Niente di nuovo sotto il sole", spiega a Salute24 Giuseppe Fatati, presidente dell`Adi, l`Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. "Nessun italiano mette in tavola 160 grammi di arrosto ogni giorno, praticamente due porzioni". Per fortuna la dieta mediterranea ci salva dagli eccessi, come "usare troppo sale sulla nostra fettina o troppi prodotti conservati, come panini e hamburger", aggiunge il nutrizionista. Per il quale anche il tipo di cottura è essenziale. "Cuocere ad alte temperature non è salutare, in alternativa meglio riscoprire un piatto della tradizione italiana come il lesso".
Le regole del nutrizionista - Il consiglio dei nutrizionisti, comunque, non è di eliminare completamente le carni dalla dieta, ma di preferire pollo e coniglio a manzo e vitello. "Con la dieta mediterranea non si sbaglia mai - spiega ancora Fatati -. Tra le due e le quattro volte a settimana faccio spazio al pesce, due volte ai formaggi, opto per un consumo moderato di insaccati e poi alterno la carne rossa alla bianca". Il vantaggio della carne bianca è nello stesso contenuto di proteine della carne bovina, "ma con una minore composizione di grassi saturi, quelli "cattivi" per intenderci, che precorrono il colesterolo", sottolinea il nutrizionista. "La carne dell`aia, pollo, tacchino e coniglio, è un patrimonio della cucina italiana". Di più: anche i maiali sono "dietetici". "Con gli attuali criteri di allevamento ci danno una carne con una composizione di grassi simile a quella del pollo". Una sola accortezza, "basta eliminare il grasso visibile".
No alla "caccia alle streghe" - Attenzione, però, a bocciare definitivamente tagliate e arrosti di manzo. "Gli eccessi americani non ci appartengono e bisogna ricordare che il consumo di carne rossa ha permesso di sostenere il fabbisogno energetico degli italiani nel dopoguerra". Un ultimo dato, il sapore. Su quello, anche lo specialista non ha dubbi: "Il gusto di una buona bistecca è comunque fuori discussione".
(aggiornato il 25-03-2009)

di cosimo colasanto (25/03/2009)

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