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Tubercolosi e Hiv:
batterio e virus
fanno più paura
I sanatori non ci sono più. Restano le foto ingiallite, le tendine bianche sui letti, i ricordi dei nonni, i colpi di tosse a scandire le nottate. La tubercolosi appare "cosa vecchia", malattia rimossa. In qualche centro di provincia resistono i luoghi e qualcuno li indica ancora con il nome di un tempo. La Tbc, però, non è scomparsa. Anzi, torna a far paura. Nove milioni e 300 mila nuovi casi ogni anno, 4 mila solo in Italia. Quelli ufficiali. Altri 1500 sono invisibili: migranti africani o dell`est Europa. Da Bari a Milano casi isolati, che preoccupano.
Le cifre - Le stime sull`epidemia sono al centro della World Tb Day, in corso in Brasile, a Rio de Janeiro, nel giorno in cui, 127 anni fa, Robert Koch isolò il batterio che provoca la malattia. Gli esperti dell`Organizzazione mondiale della Sanità nel rapporto diffuso oggi disegnano uno scenario con contorni imprecisi. Anche se le cifre dicono che la malattia si è stabilizzata, la sua diffusione è trasversale ai confini e alle frontiere. Un terzo della popolazione mondiale è a rischio. In alcune aree l`emergenza è altissima: Africa e Asia, ad esempio, ma anche Federazione Russa e i paesi dell`Est Europa. Nessuna regione del pianeta può dirsi al sicuro dalla malattia.
L`impegno per il G8 - Per monitorare i finanziamenti per la ricerca, Medici senza frontiere ha lanciato una ricerca che serve anche a fare un identikit della malattia che uccide due milioni di persone ogni anno. Obiettivo, presentare le proposte al prossimo G8. Nel rapporto di Msf "TBC – I nuovi volti di una vecchia malattia" si descrivono anche le nuove emergenze, come la co-infezione Hiv-Tbc. Crescono infatti i morti di tubercolosi colpiti dall`Aids: uno su quattro ha entrambe le malattie. "Serve un maggiore accesso alle cure - spiega il direttore generale di MSF Italia, Kostas Moschochoritis - e un maggiore accesso a test diagnostici più adeguati, estendendo i programmi di cura della TBC farmacoresistente, favorendo l’accesso a farmaci di seconda linea, integrando la cura per la TBC con la cura dell’HIV”.
La crisi economica - I casi di "super-Tbc", ovvero colpiti dalla forma super-resistente del batterio, sono circa mezzo milione. In particolare l`Africa sub-sahariana e il Sud-Est asiatico sono focolai per il contagio. La crisi economica rischia di lasciare senza i fondi i programmi per fronteggiare la malattia: mancano all`appello un miliardo e mezzo di dollari secondo il piano del "Global Plan to Stop Tb". Basterebbero i fondi attualmente stanziati per dimezzare le vittime entro il 2015.
La situazione in Italia - In Italia la situazione è sotto controllo, tuttavia ci sono 1500 casi che scappano alla sorveglianza epidemiologica. Gli infettivologi sono preoccupati anche perché l`infezione, che si credeva battuta negli anni `70, rischia di uscire dalla finestra e rientrare dalla porta. In particolare dalle frontiere e dai paesi dell`Est. Nelle carceri, invece, l`allarme è già alto. La tubercolosi è tra le malattie più diffuse tra i 56 mila detenuti: secondo i dati della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria uno su quattro è positivo al test per l`infezione da tubercolosi.
(aggiornato il 26-03-2009)
Le cifre - Le stime sull`epidemia sono al centro della World Tb Day, in corso in Brasile, a Rio de Janeiro, nel giorno in cui, 127 anni fa, Robert Koch isolò il batterio che provoca la malattia. Gli esperti dell`Organizzazione mondiale della Sanità nel rapporto diffuso oggi disegnano uno scenario con contorni imprecisi. Anche se le cifre dicono che la malattia si è stabilizzata, la sua diffusione è trasversale ai confini e alle frontiere. Un terzo della popolazione mondiale è a rischio. In alcune aree l`emergenza è altissima: Africa e Asia, ad esempio, ma anche Federazione Russa e i paesi dell`Est Europa. Nessuna regione del pianeta può dirsi al sicuro dalla malattia.
L`impegno per il G8 - Per monitorare i finanziamenti per la ricerca, Medici senza frontiere ha lanciato una ricerca che serve anche a fare un identikit della malattia che uccide due milioni di persone ogni anno. Obiettivo, presentare le proposte al prossimo G8. Nel rapporto di Msf "TBC – I nuovi volti di una vecchia malattia" si descrivono anche le nuove emergenze, come la co-infezione Hiv-Tbc. Crescono infatti i morti di tubercolosi colpiti dall`Aids: uno su quattro ha entrambe le malattie. "Serve un maggiore accesso alle cure - spiega il direttore generale di MSF Italia, Kostas Moschochoritis - e un maggiore accesso a test diagnostici più adeguati, estendendo i programmi di cura della TBC farmacoresistente, favorendo l’accesso a farmaci di seconda linea, integrando la cura per la TBC con la cura dell’HIV”.
La crisi economica - I casi di "super-Tbc", ovvero colpiti dalla forma super-resistente del batterio, sono circa mezzo milione. In particolare l`Africa sub-sahariana e il Sud-Est asiatico sono focolai per il contagio. La crisi economica rischia di lasciare senza i fondi i programmi per fronteggiare la malattia: mancano all`appello un miliardo e mezzo di dollari secondo il piano del "Global Plan to Stop Tb". Basterebbero i fondi attualmente stanziati per dimezzare le vittime entro il 2015.
La situazione in Italia - In Italia la situazione è sotto controllo, tuttavia ci sono 1500 casi che scappano alla sorveglianza epidemiologica. Gli infettivologi sono preoccupati anche perché l`infezione, che si credeva battuta negli anni `70, rischia di uscire dalla finestra e rientrare dalla porta. In particolare dalle frontiere e dai paesi dell`Est. Nelle carceri, invece, l`allarme è già alto. La tubercolosi è tra le malattie più diffuse tra i 56 mila detenuti: secondo i dati della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria uno su quattro è positivo al test per l`infezione da tubercolosi.
(aggiornato il 26-03-2009)
di cosimo colasanto (24/03/2009)

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