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E se non fosse la tiroide? Troppi farmaci e consulti Il Regno Unito dice stop

Non sempre l`endocrinologo ha la soluzione giusta a portata di mano. E nel caso dell`ipotiroidismo, disfunzione della ghiandola tiroidea che interessa il 3 per cento della popolazione, i trattamenti ormonali prescritti non sono sempre necessari, alle volte sono persino ingiustificati. L`altolà arriva dall`autorevole British Journal of Medicine che ha fatto le pulci alla crescita esponenziale di diagnosi di ipotiroidismo primario avutesi negli ultimi anni e al parallelo incremento di terapie ormonali.
Le cause - L`ipotiroidismo primario è la forma più diffusa di disturbo della tiroide (il 95% dei casi) e consiste in una insufficiente produzione di ormoni tiroidei. Ma è anche, sostengono, gli esperti la più semplice da identificare. Può avere origine congenita, essere provocata da un`infezione e dall`aggressione delle cellule immunitarie, conseguenza di interventi chirurgici o dovuta ad un`alterazione dei meccanismi fisio-chimici della ghiandola. Solitamente sono gli esami del sangue a rilevare la disfunzione, come quello del TSH.
Crescono i falsi-diagnostici - I ricercatori della British Thyroid Association mettono in guardia i colleghi endocrinologi: troppe diagnosi-lampo, quando servirebbero accertamenti più approfonditi per escludere altre patologie. L`incremento dei pazienti con problemi tiroidei, ammettono i medici inglesi, è in parte dovuto all`invecchiamento della popolazione e gli organismi istituzionali hanno fissato regole precise e linee-guida per intervenire sul disturbo e sulle sue manifestazioni cliniche. L`obiettivo è scongiurare un numero crescente di terapie somministrate inutilmente. Crescono i trattamenti prescritti per ripristinare la funzione della tiroide, per poi scoprire che non erano giustificati. Gli ormoni tiroidei sono implicati infatti nel funzionamento di molti altri organi e quindi è alto il pericolo di un falso-diagnostico. Indici e valori possono suggerire una diagnosi di ipotiroidismo anche quando questo non c`è.
Quindici milioni di analisi - Uno su quattro dei circa 60 milioni di inglesi, secondo le statistiche di sanità pubblica, controlla ogni anno la propria funzionalità tiroidea. Troppi, dicono gli esperti. L`avvertimento degli endocrinologi non è orientato a colpevolizzare la categoria dei colleghi, ma pone l`attenzione sulla crescente ricerca da parte dei pazienti o presunti tali di notizie da Internet, il ricorso ad auto-diagnosi o a consulti inutili, che in molti casi, finiscono per tradursi in indagini superflue e troppo spesso in trattamenti inutili. A danno del paziente e delle casse dello Stato.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 30/03/2009