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L’Italia «in fumo»: i dati del tabagismo

Nel gennaio 2005 entrava in vigore la legge antifumo dell`allora ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e alle sigarette veniva definitivamente sbarrato l’accesso ai luoghi pubblici. Dopo più di quattro anni senza “bionde” nelle sale d’attesa, nei ristoranti o nei bar, la percentuale di fumatori nel nostro Paese continua comunque a esser molto elevata. E anche i danni per la salute pubblica rimangono enormi.
I fumatori - 11, 2 milioni sono in totale gli italiani che fumano(560 mila in meno rispetto all’anno precedente) , ovvero il 22% dell’intera popolazione residente. Di questi, 6,5 milioni sono uomini e 4,7 sono donne.
I giovani - 1,5 milioni i fumatori tra i 15 e i 24 anni, che rappresentano il 30,3% dei maschi e il 17,5% delle femmine in questa fascia d’età. Negli ultimi due anni, dicono gli esperti, i consumatori di sigarette sono aumentati vertiginosamente proprio tra i giovani. L’età critica per cominciare a fumare continua a essere infatti quella adolescenziale: quasi la metà dei fumatori accende la sua prima sigaretta tra i 15 e i 17 anni.
Fumo passivo - Più del 50% dei bambini italiani inala ogni giorno il fumo passivo dei propri familiari tra le mura domestiche. Si ricorda che l’esposizione al fumo delle sigarette altrui è considerata la principale causa di aumento del rischio di malattie respiratorie, particolarmente diffuse tra i più piccoli, dell`infarto del miocardio e del tumore polmonare.
Neoplasie - Il 93% di coloro che sono colpiti da tumore al polmone sono fumatori o hanno fumato in passato. Le neoplasie, soprattutto quelle al polmone e alla vescica urinaria, sono le principali patologie correlate al consumo di sigarette.
Mortalità -80 mila ogni anno sono in Italia le morti correlabili al fumo. Il 48% di essi per patologie tumorali, il 25% per malattie vascolari e il 17% imputabili a disturbi alle vie respiratorie. Il fumo rappresenta la prima causa di morte evitabile nel nostro Paese.
Costi sociali - 5,7 miliardi di euro è il costo ospedaliero nazionale che ogni anno va "in fumo". Il che corrisponde all’8% della spesa sanitaria totale e allo 0,47% del Prodotto Interno Lordo, cui sono da aggiungere i costi delle cure domiciliari e quelli delle giornate lavorative perse. La spesa ospedaliera annua, quindi, risulta pari a oltre 500 euro per ogni fumatore. 

I dati sono forniti dalla "Fondazione Umberto Veronesi"

di lidia baratta
Pubblicato il 31/03/2009