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Legge 40: fecondazione all’estero per 10 mila coppie

Emigranti della provetta. Diecimila coppie, ogni anno, fanno armi e bagagli e volano all`estero nei centri specializzati di procreazioni assistita. L`identikit arriva dalla Sismer, (Società italiana di studi di medicina della riproduzione), che ha studiato i dati dei Paesi stranieri in cui gli italiani si sottopongono a fecondazione artificiale. Dati che ora sarà interessante confrontare con quelli futuri, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato l`illegittimità del limite di tre embrioni contenuto nella legge 40.
Le mete - Qualcuno lo chiama turismo riproduttivo. Altri esilio della provetta. In ogni caso è il percorso che fanno annualmente 10 mila coppie. Hanno in media tra i 30 e i 40 anni di età, la maggioranza, l`80%, è sposata. Le cifre della Sismer, elaborate in collaborazione con la Società europea di riproduzione umana (Eshre), provengono da 20 centri per la cura della sterilità. Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca: sono queste le mete più gettonate dagli aspiranti mamma e papà italiani. La Svizzera fa la parte del leone, con il 50% delle presenze, la Spagna segue con il 30%. Delle oltre 1.157 coppie trattate, il 36% viene dall`Italia. Fatti i conti, in un solo anno, circa 10 mila italiani. "La migrazione per trattamenti riproduttivi non è solo un fenomeno italiano - ha commentato Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico di Sismer -, ma l`Italia si pone largamente al primo posto".
Legge spartiacque? - Solo il 60% va all`estero per ricevere i trattamenti vietati dalla legge italiana: fecondazione eterologa, donazione di ovociti. "Il 40% delle coppie si reca all`estero - sottolinea Ferraretti - per eseguire trattamenti che sono leciti in Italia, ma che credono essere più efficaci in Paesi dove esiste una legge liberale". Altro problema la diagnosi pre-impianto per le coppie con malattie genetiche ereditarie: un mezzo-divieto anche in Italia. Adesso le modifiche provocate dalla sentenza della Consulta cambieranno le cose? "Cercare il massimo della qualità per i trattamenti sanitari, ovunque essi vengano offerti è un diritto di tutti i cittadini - ha commentato Ferraretti -, ma le motivazioni che spingono le coppie infertili a recarsi all`estero sono quasi esclusivamente legate ai limiti imposti dalla legge 40: non è quindi una libera scelta. La recente sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionali alcuni punti della legge non sarà in grado di evitare completamente la migrazione delle coppie italiane, in quanto alcuni divieti rimarranno inalterati (donazione di seme e di ovociti). Ma apre comunque grandi speranze".

di cosimo colasanto
Pubblicato il 03/04/2009