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Celiachia: la dieta gluten-free contro tumore e diabete

Grazie a una dieta a base dei cosidetti "cereali minori",come grano saraceno e amaranto, la dieta gluten-free sembra abbia diverse carte in regola per proteggere dall`insorgenza di tumori e diabete: Ad affermarlo sono degli studi presentati all’International Coeliac Symposium di Amsterdam in corso in questi giorni ad Amsterdam (6-8 aprile).
La celiachia -  È una patologia cronica del tratto intestinale che si manifesta con un`intolleranza permanente al glutine, sostanza contenuta nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro e nell’avena. L`intolleranza al glutine causa gravi lesioni alla mucosa dell’intestino tenue - con conseguente infiammazione cronica e atrofia dei villi intestinali e gravi conseguenze come disturbi gastrointestinali, anemia, osteoporosi - che si può recuperare solo eliminando per sempre il glutine dalla dieta. L’unica terapia efficace attualmente disponibile è una dieta che escluda alimenti a base di farina, come pane e dolci, ma anche cibi che nella loro fabbricazione possono essere stati contaminati da quantità di glutine anche infinitesimali. In Italia ne soffrono 80 mila persone, ma sono ben 500 mila i pazienti che aspettano una diagnosi.
Il simposio ad Amsterdam - Nelle prime due giornate del congresso si farà il punto sull’epidemiologia dell’intolleranza, discutendo gli aspetti clinici e genetici della celiachia e descrivendo gli strumenti diagnostici di ultima generazione, dal kit per la diagnosi immediata alle moderne modalità d’imaging. Nella terza giornata il focus sarà completamente dedicato all’unico presidio terapeutico a oggi utile per affrontare la celiachia: la dieta priva di glutine. Per questo motivo nutrizionisti e dietisti di livello internazionale descriveranno gli sviluppi dell’industria alimentare e i miglioramenti delle caratteristiche nutrizionali degli alimenti gluten free disponibili sul mercato. “Gli alimenti privi di glutine, in particolare pane, pasta e prodotti da forno, sono stati finora realizzati con farine ottenute da riso e mais - dichiara Letizia Saturni, responsabile del CIESS, Centro Interdipartimentale di Educazione Sanitaria e Promozione alla Salute dell’Università Politecnica delle Marche -. Allo scopo di mantenere un buon sapore - per non penalizzare il momento del pasto per il soggetto celiaco - spesso le aziende del senza glutine hanno utilizzato grassi che, pur essendo di origine vegetale, sono poco salutari. La recente letteratura scientifica ha spesso messo sotto accusa questi prodotti, perché fortemente sbilanciati da un punto di vista nutrizionale, essendo ricchi di grassi, zuccheri e sale, mentre hanno bassi livelli di fibra alimentare, minerali e vitamine”.
I passi avanti delle aziende "gluten-free" -
Recentemente molte industrie alimentari hanno compiuto diversi progressi sia nella tecnologia di produzione, sia nella ricerca di una maggiore qualità nutrizionale, proponendo formulazioni nuove. Oggi, infatti, il celiaco può trovare anche prodotti a base di farine ottenute dai “cereali minori”  e da “pseudo cereali”, come ad esempio grano saraceno, amaranto e teff: "Questi cereali sono importanti fonti di phyto-composti con una elevata attività antiossidante. La comunità scientifica è oggi unanime nell’affermare che questi composti sono in grado di combattere la formazione dei radicali liberi responsabili di numerose patologie cronico-degenerative come le patologie cardio-vascolari, le neoplasie, il diabete di tipo II". Senza trascurare il gusto e l`aspetto degli alimenti: "I prodotti gluten-free ottenuti con questi cereali - conclude Saturni - ci guadagnano anche nel gusto e nell’aspetto. Sicuramente due elementi non trascurabili per i celiaci”.

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Pubblicato il 06/04/2009