Logo salute24

Combatterla a tavola: milkshake e pastasciutta contro l’anoressia

Milkshake al cioccolato, pastasciutta e cibi ad alto contenuto calorico per combattere l`anoressia nervosa: si tratta del Bft, Behavioral Family Therapy, il Maudsley Approach, un trattamento che le famiglie delle adolescenti affette da disordini alimentari possono mettere in atto per aiutare le proprie figlie a venir fuori da un problema che ha prima di tutto connotazioni psicologiche.Riprendere peso: il primo passo - Il Maudsley Approach, chiamato così per via del nome dell`ospedale londinese in cui  è stato sviluppato negli anni `80, consiste in una serie di sessioni di terapia che le giovani anoressiche frequentano insieme alle loro famiglie. A differenza della Family Sistem Therapy - trattamento utilizzato più frequentemente durante il quale non vengono affrontate tematiche legate al cibo ma si discute di dinamiche familiari - l`approccio Maudsley si concentra sull`importanza dell`alimentazione e sulle modalità di controllo del consumo calorico che genitori e fratelli possono mettere in atto per monitorare il peso del paziente affetto dall`anoressia.Il cibo, la medicina contro i disturbi alimentari -  "L`anoressia è una condizione che può protrarsi per tutta la vita", afferma Katherine Halmi, docente di psichiatria e coordinatrice dello studio. "Combatterla sin dall`inizio è fondamentale, dal momento che solitamente il disturbo comincia a manifestarsi durante l`adolescenza. La degenza ospedaliera è appropriata per le pazienti affette da anoressia acuta, ma bisogna cercare di sviluppare terapie che coinvolgano tutta la famiglia". Il Mausdley Approach focalizza la propria attenzione sulla necessità di riacquistare il peso-forma: secondo questa terapia ad urto il cibo è una vera e propria medicina in grado di migliorare le condizioni psicofisiche del paziente. Guarire con l`aiuto della famiglia - Quando il corpo è ridotto alla fame, anche il cervello smette di funzionare nella maniera corretta e si instaura una sorta di circolo vizioso: attenzione da parte della famiglia è, quindi, il monito dei medici, per arginare un disturbo che attualmente è considerato in Italia la prima causa di morte per le donne tra i 12 e i 25 anni.

di c.s.
Pubblicato il 08/04/2009