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Tumore al seno: «Per sconfiggerlo vent’anni non bastano»

"Per sconfiggere il tumore al seno vent`anni non bastano". È quanto ha affermato a Salute24 il prof. Gordon Schwartz, uno dei più importanti oncologi americani, recentemente in Italia per la presentazione di una campagna di solidarietà del BHI (Breast Health Institute) in collaborazione con Tommy Hilfiger.
Si è molto parlato in questi ultimi mesi che tra vent`anni il tumore al seno potrebbe essere debellato. Si tratta di una previsione realistica?
Penso che ci saranno dei progressi decisivi nella prossima generazione, forse non proprio nei prossimi vent`anni. Lo sviluppo della ricerca avrà diverse forme: ci saranno progressi nel trattamento del tumore, mediante lo sviluppo di nuovi farmaci che attaccano le cellule tumorali senza distruggere le cellule sane vicine; progressi nelle tecniche per la diagnosi precoce, compresi il miglioramento dei test diagnostici; progressi nella riduzione del rischio di sviluppare la malattia mediante la definizione di test genetici in grado di individuare quali siano le donne a maggior rischio per il cancro al seno e di intervenire prima dello sviluppo della malattia. In un futuro più lontano verranno anche elaborate delle tecniche molecolari che saranno in grado di analizzare la mappa genetica dell`individuo, di trovare il gene responsabile dello sviluppo del carcinoma mammario e di tirare via il gene in modo che il cancro non si sviluppi.
Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione, la prevenzione rimane il tallone d`achille nella lotta contro questa malattia. Cosa, secondo lei, è mancato finora in tal senso? E quali sarebbero le strategie per far sì che la consapevolezza del proprio corpo, da parte della donna, sia davvero il primo step terapeutico?
"Prevenzione" è un brutto termine da usare dal momento che - almeno per il momento - non siamo in grado di prevenire lo sviluppo del carcinoma della mammella. Non essendo in grado di prevenirlo senza intervenire sui seni che ne vengono colpiti, dobbiamo concentrarci sulla riduzione del tasso di mortalità per le donne destinate a sviluppare la malattia, e possibilmente sulla riduzione del rischio di sviluppare alcuni tumori al seno con la terapia farmacologica. Il più importante passo avanti nella riduzione del tasso di mortalità del tumore alla mammella negli ultimi 20 anni è stato l`anticipazione dei controlli, quali diretta conseguenza dell`accresciuta consapevolezza del paziente circa la necessità di una diagnosi precoce e dei miglioramenti delle tecniche mammografiche, come degli altri esami diagnostici.
Quanto alla prevenzione: la mammografia, negli Stati Uniti, è un esame utilizzato frequentemente?

Negli Stati Uniti l`uso annuale della mammografia per le donne a partire dai 40 anni ha senza dubbio abbassato il tasso di mortalità, in particolare nel gruppo di età tra i 40 e 50 anni. Il cambiamento della mammografia e l`abbassamento dell`età in cui l`esame è diventato di routine sono stati la risposta ai gruppi di donne che hanno sostenuto con forza l`abbassamento dell`età per le mammografie. È stata l`educazione del paziente ad aver generato, negli ultimi 10-15 anni, questo cambiamento negli Stati Uniti. Ormai tutti le assicurazioni sanitarie coprono le mammografie annuali per le donne a partire da 40 anni. I test genetici per conoscere mutazioni (BRCA 1-2) sono "coperti" per le donne che rivelano, in base alla storia familiare pregressa, un rischio particolarmente elevato di sviluppare il cancro al seno. Una delle principali missioni della BHI  è proprio l`educazione del paziente.
La volontà di sostegno alla ricerca scientifica da parte di molti mondi produttivi, tra cui quello della moda, è un dato che ricorre con regolarità. Quali sono i vantaggi che questo "dialogo" ha generato e può continuare a generare? E, più nel dettaglio, quali sono le ragioni alla base di questa iniziativa con Tommy Hilfiger?
Tommy Hilfiger ha realizzato la sinergia di ciò che potevamo fare insieme per raggiungere il successo nella nostra missione. La maggior parte delle donne che leggono giornali o riviste, guardano la televisione o ascoltano la radio riconosce e rispetta il nome di Tommy Hilfiger nel mondo della moda. Quando tali brand leader per l`universo femminile partecipano a iniziative non-profit, come il sostegno al BHI, il nostro messaggio è in grado di arrivare a più persone, a livello internazionale e con una maggiore credibilità.

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Pubblicato il 09/04/2009