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Mal-di-schiena-1

Mal di schiena cronico:
distinguere il dolore
per cure personalizzate

Trattamenti contro il mal di schiena cronico personalizzati per ogni paziente: è l`obiettivo che si potrà raggiungere grazie a un nuovo strumento diagnostico messo a punto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston. Il nuovo dispositivo consente infatti di distinguere la lombalgia neuropatica periferica (o nervosa, come la sciatica) dalla lombalgia non neuropatica (o non nervosa), dando ai medici la possibilità di realizzare terapie individualizzate. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista PLoS Medicine.
La valutazione del dolore - La ricerca è stata condotta su pazienti affetti da mal di schiena
cronico che gli studiosi hanno sottoposto a una serie di domande e test fisici per elaborare uno “strumento standardizzato per la valutazione del dolore”. L’accuratezza dello strumento è stata poi testata sottoponendo i malati a una risonanza magnetica del midollo spinale: dai risultati è emerso che lo strumento, che effettua la valutazione in soli 10-15 minuti e può essere eseguito mentre il paziente è a letto, risulta attendibile.
Lombalgie diverse -
Secondo gli studiosi il dispositivo rappresenta una semplice e rapida
procedura diagnostica capace di distinguere tra lombalgia radicolare (neuropatica) e assiale (non neuropatica). La distinzione, spiegano gli autori, è fondamentale perché la diagnosi di “mal di schiena” racchiude un’accezione piuttosto varia di disturbi, per cui spesso risulta difficile capire quali siano le terapie più adatte per curare ogni paziente. La possibilità di individuare le diverse tipologie di dolore potrebbe invece consentire la sperimentazione di trattamenti personalizzati.
Terapie personalizzate - Messo alla prova anche in Italia, il nuovo strumento non è passato inosservato. Giorgio Cruccu e Andrea Truini dell’Università degli Studi di
Roma "La Sapienza", che lo hanno testato, confermano l`utilità del dispositivo: la distinzione tra i diversi tipi di dolore, spiegano i due studiosi, risulta infatti clinicamente importante poiché diverse manifestazioni di dolore richiedono strategie differenti di gestione della patologia, anche dal punto di vista farmacologico.

di nadia comerci (14/04/2009)

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