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Dalla «chiocciola» le staminali che restituiscono l’udito

È una scoperta destinata, si spera, a fare rumore: le cellule staminali potrebbero essere in grado di restituire l’udito. Finora era solo un’ipotesi di laboratorio: la sordità è causata dal danneggiamento di alcune cellule (dette ciliate) contenute nell’orecchio e dei neuroni a esse associati. È quindi teoricamente possibile ripristinare le cellule ciliate e i neuroni attraverso un trapianto di staminali.
Tra l’ipotesi e la sua concretizzazione ci sono però diversi ostacoli: nessun tipo di cellula umana sperimentato si era rivelato capace di trasformarsi in cellule funzionali all’apparato uditivo. L’intoppo "biologico"  è stato finalmente superato da uno studio pubblicato su Stem Cells, che ha individuato le "cellule dell’udito": sono le staminali estratte dalla coclea (cioè da una parte dell’orecchio) di un feto, capaci di differenziarsi in cellule ciliate e neuroni sensoriali. Resta aperto il dilemma bioetico, tanto più delicato in quanto i prelievi sono eseguiti in uno stadio già avanzato di formazione del nascituro.
Lo studio - I ricercatori dell’Università di Sheffield hanno prelevato alcune cellule dalla coclea (conosciuta anche come chiocciola, per la sua caratteristica forma) di feti di appena 9-11 settimane. Le staminali, dopo essere state coltivate in vitro per circa un anno, hanno mostrato la capacità di trasformarsi anche in cellule ciliate e neuroni preposti all’udito. “È la prima volta che si ottengono cellule staminali derivanti dall’apparato uditivo – spiegano i ricercatori. Questa scoperta ha enormi potenzialità, visto che apre la strada allo sviluppo di farmaci o di terapie contro la sordità basate su questo tipo di cellule. Attualmente non esistono cure permanenti per la cura della sordità, ma questo studio ha la reale potenzialità di dare una speranza ai 250milioni non udenti di tutto il mondo”.

di paolo fiore
Pubblicato il 14/04/2009