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Maculopatia senile: entro sei anni una cura alle staminali

È frutto delle ricerche di un team di scienziati inglesi la prima terapia al mondo a base di staminali in grado di curare una patologia diffusa. Si tratta della degenerazione maculare senile (Amd), la maggiore causa di cecità tra gli over 50 che, a detta degli scienziati, tra qualche anno essere potrebbe essere curata con brevi interventi ambulatoriali lunghi non più di un’ora.La ricerca - Per rimpiazzare lo strato di cellule malate dell’occhio vengono utilizzate cellule "nuove" create grazie alle staminali embrionali. Due i passaggi di rigenerazione: le cellule nervose vengono trasformate in copie di quelle danneggiate e sistemate su una membrana artificiale, poi l`"impalcatura" inserita dietro la retina. La tecnica è stata messa a punto dai ricercatori dell’Institute of Ophthalmology dell’University College di Londra e dell’ospedale di Moorfields e promette di contrastare efficacemente la maculopatia senile, un disturbo che con l’innalzarsi dell’età media è destinato a diffondersi più di quanto già non lo sia: recenti studi hanno dimostrato, infatti, che ne è affetto il 64% delle persone sopra gli 80 anni e che nel 12% dei casi il disturbo conduce alla cecità totale.Staminali embrionali per curare la cecità? - Un trattamento alle staminali, quindi, destinato a diventare oggetto di controversie etiche: anche per la vista, come in molti altri campi della medicina rigenerativa, si ripropone il dibattito sull`uso terapeutico degli embrioni. Una soluzione decisiva alla malattia, semplice e poco rischiosa per il paziente - tanto da non richiedere neanche il ricovero – comporta un utilizzo degli embrioni a scopo sperimentale, non unanimente condiviso.I prossimi passi della ricerca - Perché questa cura sia effettivamente disponibile, però, spiegano gli scienziati, servono ancora sei o sette anni di sperimentazioni: allo stato attuale delle ricerche, i test di laboratorio sono stati effettuati su criceti e maiali. I trial clinici sull’uomo sono previsti nel giro di due anni.  

di c.s.
Pubblicato il 22/04/2009