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Il doping di Wimbledon si fa con fragole e gin

Wimbledon, fragole e gin. Non è il titolo di un documentario sull’affascinante mondo del tennis e sul suo più importante appuntamento mondiale, ma una tradizione che dura da anni. Si assiste agli incontri di Federer e Nadal sul “centrale”, ma tra un macht-point e un altro, negli intervalli, il perfetto “tifoso” di tennis sorseggia gin di qualità Elsanta e mangia fragole con panna. Peccato che quest’anno sia andata diversamente. I 27 mila chili di fragole della migliore varietà sul mercato non sono bastati a sfamare il popolo di Wimbledon. Un vero psicodramma. Risultato: si è dovuti ricorrere ad un`altra qualità di fragole, meno grandi, meno succose e meno perfette esteticamente.
Sicuramente con grande riprovazione dei raffinati intenditori che accompagnano i morsi dei frutti rossi con sorsi di Pimms, una cocktail a base di gin. La tradizione non è solo una moda, ma anche un salutare rimedio contro il caldo. Certo ne avrebbero più bisogno i tennisti, ma anche i tifosi che per andare da un campo all`altro perdono liquidi. Le fragole sono indicatissime in questo caso, poiché reintegrano i minerali persi. Un altro aspetto positivo sono i benefici per l`intestino: le fragole contengono infacci la pectina, una fibra che aiuta l`intestino a "sbarazzarsi" delle scorie. Un toccasana per il metabolismo degli amanti dello sport impegnati in tour de force negli incontri pomeridiani.

di ida casilli
Pubblicato il 14/07/2008